Ragazzi del Milan, non è solo calcio: è la vostra anima

22.05.2021 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Ragazzi del Milan, non è solo calcio: è la vostra anima
MilanNews.it

Guardate bene ragazzi, guardate bene dentro di voi. Sapete giocare a pallone come vi ha insegnato il vostro allenatore, sapete non ricorrere a mezzucci e trabocchetti come vi ha insegnato la vostra società. Questo lo sappiamo e lo sapete. Questo lo avete dimostrato a più riprese e nessuno ve lo tocca. Ma se contro il Cagliari non abbiamo messo il cuore oltre l'ostacolo, se abbiamo fatto una partita solo di governo e non di lotta, se abbiamo fatto una grammatica senza fronzoli ma anche senza sostanza, questo significa che siete giovani. E che ogni tanto dimenticate di guardare dentro voi stessi. Perchè la vittoria o la sconfitta non sono mai nell'avversario che si scansa o che non si scansa. La vittoria o la sconfitta sono sempre dentro di noi. Anche vincere significa soffrire. Proprio così, voler vincere nella carne, nelle viscere, significa essere disposti a mettersi in discussione, a farsi emotivamente male pur di arrivare all'obiettivo. Ecco perchè guardarsi dentro non è un qualcosa in più, ma è semplicemente l'aspetto fondamentale della vicenda. Se guardiamo dentro noi stessi vedremo riflessi nello specchio della nostra anima tutti i momenti in cui siamo stati in bilico: sotto con i norvegesi a poche ore dal Covid di Ibra, sul cornicione contro i portoghesi quando potevamo contare soprattutto sulle forze dei giovani Daniel e Lorenzo, sotto due a zero con gli scozzesi in una serata che poteva anche quella portare dritta all'eliminazione da quella Europa a cui teniamo tantissimo ancora oggi. Ci ricorderemo, se ci guardiamo dentro, come ci siamo sentiti, quando, senza Ibra, eravamo reduci dai due pareggi contro Parma e Genoa, eppure siamo andati a vincere a Sassuolo e contro la Lazio. Oppure quella volta che dall'esterno parlavano di Sanremo e di Stella Rossa e siamo andati a vincere a Roma, oppure quando ci avevano detto che dopo il pareggio con l'Udinese (molto simile a quello con il Cagliari) era finita e invece siamo andati a vincere a Verona. Per non parlare di quando ci avevano già preparato game, set and match, ovvero risultato finale, grafica e sconfitta in casa della Juventus. Quelli che sono venuti fuori e riemersi da tutto questo, non siamo noi. Noi non centriamo proprio nulla. Tutto questo l'avete fatto voi e non potete farvelo strappare dalle mani giusto adesso. Non sarebbe giusto. Per voi stessi, che siete i protagonisti, molto e clamorosamente di più rispetto a noi, che siamo i comprimari. Guardatevi dentro, anche e soprattutto nelle zone della vostra anima in cui non avete nemmeno avuto il tempo di cercare, data la vostra giovane età. Ci troverete uno scatto in più, un guizzo in più, un senso del gioco in più, una capacità di lettura in più, un passaggio di sostanza in più, maggiore solidarietà con i vostri compagni, una apertura ancora più ampia del vostro cuore alle insidie e alle difficoltà della partita. Arrampicatevi sopra le vostre preoccupazioni e sopra le vostre inquietudini, ragazzi. Se potete, ma certo che potete. Non vi manca l'energia, non vi manca nemmeno la qualità per farlo. Noi possiamo spronarvi, non spingervi. Noi possiamo solo volervi bene, non difendervi da un avversario fortissimo. Perchè quello è, fortissimo. E non c'è altro modo per affrontarlo: sapere che è durissima e che questa volta per farcela dobbiamo volerlo di più e dobbiamo fare qualcosa in più.