Se il Manchester United (e i club di casa nostra) pensano di imitare il modello Milan... Convincere Ibra a fare il mental coach

19.05.2022 00:00 di Franco Ordine   vedi letture
Se il Manchester United (e i club di casa nostra) pensano di imitare il modello Milan... Convincere Ibra a fare il mental coach
MilanNews.it

Comunque finisca domenica sera il campionato di serie A, un risultato è stato già centrato. E non è di modesto spessore. Se in vista dell’arrivo di Ten Haghen al Manchester United, i media inglesi raccomandano a lui e al suo manager Ragnick di imitare il modello Milan, vuol dire che qualcosa di particolarmente prezioso è avvenuto dalle nostre parti. E cioè il riconoscimento, per merito di chi segue la prima lega europea per fatturato, audience televisivo e risultati sul campo, che esiste una seconda via, alternativa a quella classica del “chi più spende più vince” e che passa attraverso l’abbinamento risanamento economico-miglioramento delle perfomances. Anche in Italia, a dire il vero, qualcosa sta cambiando sotto i colpi pesanti della crisi da covid e dei bilanci appesantiti dai debiti. Per esempio, da quando la perdita a zero di Donnarumma e Calhanoglu, non ha prodotto “gli infiniti lutti” che tifoserie rivali e critici retrò pronosticavano per i rossoneri, la materia è stata affrontata con scelte simili a quelle firmate dal Milan di Gazidis, Maldini e Massara. Per esempio il Napoli ha lasciato partire Insigne senza rincorrere il folle stipendio offertogli dal Canada. Per esempio in casa Inter, nei confronti di Perisic, è stato offerto un rinnovo da 4,5 milioni per due anni segnalando che non sono disposti a giocare al rialzo e non soltanto perché nel frattempo è arrivato per una cifra cospicua (25 milioni) Gosens dall’Atalanta.

Ricordo a tal proposito senza alcun intento polemico che la piccola consorteria di ottuso fanatismo sentenziava che per quelle perdite il Milan avrebbe perso per strada una “quindicina di punti”. Non solo. AdL, nei giorni scorsi, parlando ai giornalisti napoletani perché Spalletti intendesse, ha spiegato loro che considerava poco gratificante il fatto che “il Milan corresse più di noi pur avendo un monte-stipendi di 30 milioni inferiore”.

CESSIONE- La continuità aziendale è garantita. Il contratto di Gazidis è in scadenza a fine novembre, quelli di Maldini, Massara e Moncada saranno rinnovati a breve. Dietro le quinte della trattativa congelata, Investcorp ha cambiato strategia ed è passato dal tweet di complimenti dopo la partita al “no comment” perché ha capito l’antifona. Con Elliott se avessero ripreso a chiacchierare, sarebbero finiti fuori gioco. Nel frattempo il fondo arabo sta cercando di modificare la proposta d’acquisto. Il nodo è sempre lo stesso: Singer non accetta che una parte consistente del prezzo venga pagato in bond da mettere sulla schiena del club. Fine della discussione e ne riparliamo a giugno.

COSA FARA’ IBRA- Con la rinuncia alla convocazione della Svezia in vista delle partite di Nations league, Ibra ha messo un punto sul suo futuro. Da quello che si capisce leggendo i report quotidiani degli allenamenti a Milanello, il suo contributo si riduce a sedute tese a limitare gli acciacchi del ginocchio. Soltanto a fine settimana si allena con il gruppo. Negli altri giorni svolge, con risultati eccellenti, il ruolo di mental coach della squadra. Per Pioli è un collaboratore prezioso, credo lo sia anche per l’area tecnica oltre che per lo spogliatoio. Fossi in lui penserei appunto a questo incarico per il futuro che vorrebbe dire continuare a vivere l’adrenalina dell’attività calcistica, sia pure senza un coinvolgimento diretto. Ma può sempre dire tutto quello che pensa a tizio piuttosto che a caio come ha raccontato nei giorni scorsi Messias.