Un mese in scacco a Cellino ma quando lorgoglio viene fuori
Massimiliano Allegri sarà l’allenatore del Milan. La telefonata avvenuta giovedì mattina tra Adriano Galliani e Massimo Cellino ha sbloccato la situazione che impediva ai rossoneri di ufficializzare il loro tecnico e, di conseguenza, bloccava, almeno in parte, anche il mercato. Per trovare il bandolo della matassa, l’amministratore delegato milanista ha dovuto fare la voce grossa con il presidente rossoblù facendogli capire che, chi ci perdeva di più, era sicuramente la squadra sarda in quanto le situazioni di Astori, Lazzari e Legati sarebbero rimaste in sospeso fin quando non si sarebbe trovata una soluzione. Galliani nella giornata di mercoledì era sbottato ed era pronto a richiamare in panchina Leonardo ma tale mossa è sembrata più una minaccia nei confronti di Cellino che una reale alternativa ad Allegri.
L’ufficialità potrebbe arrivare a breve e con essa si potrà dare inizio al nuovo corso rossonero che, dopo quasi 10 anni, non vede più sulla panchina milanista un ex giocatore dell’epopea Berlusconi. Adesso, le due società si siederanno ad un tavolo per risolvere la compartecipazione di Astori, sul quale Bisoli, nuovo tecnico dei sardi, ha intenzione di basare la propria difesa, e ridiscuteranno il passaggio di Andrea Lazzari in rossonero, giocatore espressamente richiesto da Allegri nel primo colloquio di mercato avuto con la dirigenza meneghina. Risolta la questione dell’allenatore, con una manovra d’orgoglio e di forza che ha ricordato i vecchi blitz di mercato, Galliani e Braida si trovano a dover cercare di svincolarsi, e mai verbo è più azzeccato, dai contratti zavorra di Oddo, Jankulovski e Kaladze, situazioni che potrebbero essere prese di petto dalla dirigenza di via Turati, proprio come fatto nel caso Allegri. Il Milan inizia a muoversi e per scoprire se sarà un movimento sismico o un fuoco di paglia, bisognerà aspettare, un’estate intera.
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