ESCLUSIVA MN - Pudło (TVP): "Piątek, chiamatelo iceman. In Polonia non era nessuno, oggi domina le tv"

12.02.2019 19:30 di Daniele Castagna Twitter:    Vedi letture
Fonte: Intervista di Daniele Castagna
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
ESCLUSIVA MN - Pudło (TVP): "Piątek, chiamatelo iceman. In Polonia non era nessuno, oggi domina le tv"

Piątekmania is running wild, il mondo rossonero è già pazzo di Krzysztof. Gol a raffica, colpi di pistola e coro personalizzato, roba per pochi nella mecca del calcio di San Siro... Per conoscere tutto del nuovo bomber rossonero, la redazione di MilanNews.it ha intervistato in esclusiva Adrian Pudło, giornalista di TVP e TVP Sport. Nella lunga chiacchierata con il collega polacco, abbiamo analizzato l'intera carriera del numero 19: dai primi passi a fianco del padre fino all'esplosione delle ultime settimane.

Signor Pudło, per parlare di Krzysztof serve partire dall'infanzia. Quanto talento e quanto lavoro c'è dietro a questi risultati inimmaginabili per chi, sei mesi fa, era sostanzialmente uno sconosciuto?
"Parte tutto da suo padre. Non era un calciatore famoso, nemmeno un'atleta di livello qui in patria. Probabilmente giocava tra gli amatori ma è stato cruciale per la crescita di Krzysztof. Ha sempre avuto le idee chiare per il figlio, doveva essere un grande attaccante e non ha mai smesso di aiutarlo. Come se avesse programmato un robot. Fino all'età della patente di Krzys, ogni giorno lo ha accompagnato agli allenamenti guidando per più di un'ora e mezza". 

Ora è titolare nel Milan ed osannato dai tifosi, il suo sogno d'infanzia trasformato in realtà?
"Lo sostengono in molti, soprattutto per quella foto circolata nelle ultime settimane con l'asciugamano del Milan da piccolo. Anche lì credo ci sia lo zampino del padre, che glielo aveva regalato d'estate da bambino. Bisogna essere onesti però, prima di andare al Genoa rilasciò un'intervista nella quale faceva capire come la Premier League fosse il suo campionato preferito". 

Ha citato il Grifone, torniamo con la testa a luglio 2018. Quali erano i pensieri in patria su Piątek, i suoi possibili obiettivi, prima di iniziare l'avventura in rossoblù?
"A dire la verità, quando ha lasciato l'Ekstraklasa (campionato polacco) non era nessuno... Figuratevi addirittura parlarne come di una star. Nessuno si interessava a Krzysztof, per la stampa era semplicemente un'altro tipo che provava la fortuna all'estero, sperando di giocare qualche minuto in un campionato fortissimo. Eravamo tutti, ed inserisco anche me stesso nel discorso, focalizzati su gente come Lewandowski, Milik, Zielinski, Piszczek... Tutti ragazzi della nostra Nazionale che, per un motivo o per l'altro, erano protagonisti di voci o chiacchiere di mercato. Ma di Piątek non parlava nessuno. Quando la gente in Polonia si è accorta di Krzys, già vi stava facendo impazzire in campionato e coppa con numeri pazzi. Gol ad ogni partita. Direi che siamo arrivati tardi noi (ride, ndr)".

Exploit che, settimana dopo settimana, gli ha fatto guadagnare ogni copertina e l'attenzione assoluta della stampa italiana. Come fa a mantenere l'attenzione? Pare un iceman...
"Non è che sembra un iceman, lo è! Si è sempre comportato così, con questa incredibile attitudine mentale, ed è una delle ragioni per cui il suo ultimo allenatore polacco, Michał Probierz, lo chiamava 'Lewy' (come Robert Lewandowski). Non gli interessa la posta in gioco, l'importanza del match o la forza dell'avversario, lui è concentrato e non sente la pressione. Poi, aggiungo, per come è fatto non c'è alcun pericolo che tutta questa fama possa dargli alla testa. Lo garantisco al cento per cento".

Non è tutto oro però quel che luccica, in cosa deve ancora migliorare? Quale aspetto deve implementare per essere un attaccante d'élite?
"Sicuramente non è una grande punta tecnica, quella è un'area da migliorare. Però è difficile trovargli difetti adesso, sarebbe come spulciare per forza qualcosa del quale lamentarsi. Vedremo come gestirà un periodo di crisi, perché prima o poi mancherà qualche gol. Forse può faticare in un attacco a due, o perfezionare la precisione del piede debole, ma tutto questo non conta ora. È semplicemente un grande, sta andando forte e nessuno dovrebbe crucciarsi per lui".

Ha parlato di un tandem offensivo, Piątek-Cutrone possono funzionare?
"Assolutamente no, troppo simili. Credo ne abbia già parlato anche Gattuso in qualche conferenza, al momento sono in alternanza e non in coabitazione. Forse in futuro, se uno dei due cambierà qualche caratteristica, ma adesso mi pare una scelta insensata".

Domanda conclusiva, chiudiamo con la Piątekmania. L'esultanza spopola in Italia ed ogni tifoso rossonero ha postato almeno una foto di Krzys dal suo arrivo. La situazione in Polonia è simile?
"Sono anni che la Serie A cresce vistosamente qui da noi, recentemente grazie a Milik, Zielinski, Szczesny, Bereszynski, Linetty ed ora anche Piątek. È indubbiamente la storia sportiva più importante di tutte, chiunque lo segue e tifa per lui adesso. Per farvi un esempio, gli share televisivi di Milan-Napoli di Serie A e Coppa Italia sono stati irreali, dei numeri folli, quasi mai visti prima. Il vostro campionato sta diventando una delle destinazioni preferite per i giovani calciatori polacchi, e credo che i numeri non possano far altro che crescere ancora. Dietro l'angolo ci sarà anche l'esplosione di Zurkowski alla Fiorentina, forse uno dei più grandi talenti nostrani delle ultime stagioni. Tornando però a Krzys, qui le sue partite le guardano tutti e sui social è un continuo 'strano, ha segnato ancora' oppure 'ehi, l'ha rifatto'. Ha raggiunto un livello di popolarità estremo, quasi al pari di Lewandowski".