Atto d'amore per Kakà? Intanto Niang si innamora del Milan e Yanga-Mbiwa mette in crisi il Montpellier.

Atto d'amore per Kakà? Intanto Niang si innamora del Milan e Yanga-Mbiwa mette in crisi il Montpellier. MilanNews.it
© foto di Giulia Polloli
mercoledì 8 agosto 2012, 00:00Milanello in rosa
di Giulia Polloli

Sono ore di trepidante attesa, quelle che ci separano dall’annunciato faccia a faccia tra Galliani e Florentino Perez per discutere della questione Kakà. La partita che andrà in scena a New York infatti è solo una mera cornice all’incontro tra i due strateghi del calcio che, nonostante la gara sul campo trasferiranno i loro discorsi nell’intima riservatezza della stanza dei bottoni per discutere le sorti del campione brasiliano. Messo ai margini del progetto merengues di Mourinho, Kakà è alla ricerca di nuova linfa per tornare a consacrarsi asso indiscusso e per riconquistare anche il sogno Nazionale per i prossimi Mondiali. La questione è delicata ma in sé molto semplice nella sua trama: Galliani dovrà essere abile a portare Perez verso la strategia del prestito e la palla poi passerà allo stesso Kakà che, se davvero vuole ritornare a vestire la maglia rossonera, dovrà ridursi il pesante ingaggio che, in questo momento, non è contemplato dalle potenzialità delle casse del Milan o, più banalmente, dalle nuove strategie societarie impostate verso colpi low cost, ma di qualità.
Tutto quindi dipende da Kakà, perché il Milan e soprattutto i giocatori del Milan, lo attendono a braccia aperte. Arrivano direttamente dallo spogliatoio rossonero le dichiarazioni di stima di ex compagni e nuovi talenti, che sembrano desiderosi di poter riavere Ricardo tra loro. E non solo per ciò che concerne il fattore campo: Kakà è stimato come persona e viene additato come esempio anche fuori dal campo. Forse la soluzione per rimettere ordine nello spogliatoio che Gattuso aveva descritto come “indisciplinato”.
Allegri intanto lavora all’inserimento del brasiliano nel suo schema di gioco, arrivando anche a pensare al suo utilizzo nel ruolo che fu di Pirlo. Kakà è dotato di tocchi sopraffini e al gioco di Allegri dopo la partenza di Pirlo, è mancata la fantasia. “Centrocampo muscolare” era stato chiamato quello rossonero, con van Bommel che si ergeva a muro difficile da arginare, con Nocerino che spesso si proiettava all’attacco, con Seedorf o Ambrosini e poi Muntari a garantire passaggi filtranti di sostanza verso il vertice dell’attacco.
L’assenza della torre avanzata, Ibra per intenderci, che catalizzava il gioco rossonero, ora mette Allegri nella condizione di dover sviluppare una manovra che parta dal reparto arretrato e si possa sviluppare grazie al fraseggio fantasioso dei vari interpreti.

Boateng e Kakà su tutti potrebbero dunque essere le due pedine fondamentali del gioco rossonero, supportate dalla classe di Cassano e dalla velocità di Pato, ma difficilmente l’attuale merengues potrebbe giocare in posizione così arretrata, quasi snaturandosi.
Ma il Milan non si ferma certo qui. Le manovre rossonere si spostano nel reparto arretrato, dove su tutti sembrava dovesse svettare l’ipotesi Yanga-Mbiwa, forse solo temporaneamente sospesa a causa del reiterato silenzio del Montpellier all’offerta fatta dai rossoneri. Il giocatore intanto fa sapere di essere fortemente interessato alla causa rossonera, descrivendola come irrinunciabile:“Come si fa a dire di no al Milan?”, queste le parole che, a ben vedere, potrebbero destabilizzare la dirigenza francese fino a farla capitolare di fronte ad un’offerta importante per un giocatore che nella prossima stagione potrebbe addirittura abbandonare il campionato francese a costo zero. L’alternativa più plausibile al momento sembra essere il ritorno di fiamma nei confronti di Astori, su cui però ha ormai puntato gli artigli anche la Juventus. Nel caso in cui dunque la pista per il francese si fosse davvero arenata, Galliani potrebbe esaudire il vecchio desiderio di Allegri, dovendo però sbaragliare la concorrenza.
All’affare Kakà appare legata anche la sorte di Lassana Diarra, le cui carte sul banco sono ormai note da tempo. Per l’attacco invece si profila un nuovo nome, quello di Mbaye Niang che dopo essere stato a Milanello è rimasto fortemente impressionato da quella che potrebbe essere la sua nuova casa. Talento in forze al Caen, appena diciottenne, potrebbe rappresentare l’ennesimo inserimento in prospettiva: insieme a Pato ed El Shaarawy garantirebbe al Milan sonni tranquilli per molti anni. Ma l’attenzione e la priorità per il reparto offensivo rimane legata all’arrivo di un top player. I nomi caldi rimangono quelli di Tevez e Dzeko, con le complicazioni note relative alle formule del trasferimento, ma nemmeno l’ipotesi Matri perde di consistenza. Meno battuta invece la pista che porterebbe a Pazzini, anche se sarebbe suggestivo riproporre al Milan la coppia che fece meraviglie a Genova.