Di chi è la colpa di questo andamento? Un Milan così non si vedeva dal 1981, qualcosa deve cambiare

Di chi è la colpa di questo andamento? Un Milan così non si vedeva dal 1981, qualcosa deve cambiareMilanNews.it
© foto di Federico De Luca
martedì 23 ottobre 2012, 00:00Milanello in rosa
di Marilena Albergo

Siamo arrivati al ritiro forzato, ai castighi da parte della dirigenza. Come se fossimo una squadra qualunque, come se non fossimo il club più titolato al mondo. Una 'punizione' giusta, che Galliani ha pensato di attuare per dare una scossa all'ambiente. “Voglio che i giocatori abbiano il tempo di pensare”, ha detto l'amministratore delegato rossonero. È giusto che riflettano sulle prestazioni, sull'andamento di questo Milan. Cinque partite perse in otto gare di campionato e solo sette punto conquistati. Una partenza negativa proprio come accadde nella stagione 1981-82, quando il 'Diavolo' conquistò una vittoria, quattro pareggi e tre sconfitte, guadagnando sette punti (considerando il punteggio attuale), e finendo poi in serie B. Anche in questo caso il club si ritrova in zona retrocessione, con solo cinque punti in più rispetto all'ultima in classifica (il Siena, che partiva con una penalizzazione di 6 punti!). Galliani ha comunque voluto confermare Allegri alla guida tecnica ma la gara di Malaga e quella di Genova potrebbero essere decisive. Il tecnico toscano dovrà far di tutto per ritrovare il successo, a partire dal match di Champions League. Intanto, dovrà decidere il modulo da schierare in campo. Il 4-3-1-2 visto all'Olimpico con la Lazio non ha dato i risultati sperati e anche l'allenatore, in corso d'opera, ha deciso di cambiare e di tornare al 4-2-3-1 che aveva fatto bene in precedenza. Poi, ci sono troppe cose che non vanno affatto bene, a partire dai portieri.

Se Abbiati era stato criticato per alcune parate viste in campionato e in Champions, Amelia non ha certo fatto meglio con la Lazio (soprattutto sul gol di Candreva). La difesa sembra non funzionare al meglio. Quelle che l'anno scorso erano riserve (Bonera e Yepes per esempio) adesso sono (giustamente) titolarissimi. Boateng non è ancora riuscito ad ingranare la giusta marcia. Doveva essere il campione che avrebbe dovuto prendere per mano la squadra, il cosiddetto 'leader', erede di gente del calibro di Seedorf, Inzaghi e Gattuso. Invece sembra solo un corpo estraneo, un giocatore che non sa cosa fare e che non riesce nemmeno ad aiutare i compagni. Fortunatamente c'è El Shaarawy che, nonostante la giovane età, trascina questo Milan con i suoi gol e i suoi colpi di classe. È banale dire che bisogna fare qualcosa, che tutto deve cambiare. Il Milan in zona retrocessione non si può vedere. Va bene 'l'anno zero', ma non bisogna comunque tirare troppo la corda. Poi, l'anno prossimo, probabilmente tutto sarà diverso; forse parte della società sarà venduta, entreranno soldi freschi e l'arrivo di Guardiola non sarà poi così un'utopia. Adesso, però, bisogna tornare a vincere!