Galliani si infuria con Allegri: la figuraccia mediatica non intimorisce Kakà, che sonda il terreno in attesa di una risposta Real.

Galliani si infuria con Allegri: la figuraccia mediatica non intimorisce Kakà, che sonda il terreno in attesa di una risposta Real. MilanNews.it
© foto di Giulia Polloli
sabato 11 agosto 2012, 00:00Milanello in rosa
di Giulia Polloli

Un Galliani furibondo dopo la pesante debacle contro il Real Madrid: ecco il primo tassello da cui partire per la composizione del puzzle che accompagnerà il Milan al prossimo appuntamento ufficiale: il trofeo Berlusconi contro la Juventus.
Le nove sostituzioni effettuate da Allegri nel secondo tempo di New York hanno fatto perdere le staffe all’amministratore delegato rossonero che ha sottolineato quanto quella gara fosse ad alta tensione, ed attenzione, mediatica e che quindi non poteva e non doveva essere affrontata con atteggiamento provinciale.
Ecco dunque la colpa per la quale Allegri è stato messo sul banco degli imputati. La società non ha gradito l’atteggiamento, forse più che il risultato finale, con cui il Milan si è mostrato di fronte a migliaia di spettatori allo stadio e milioni di tifosi sparsi nel mondo.
Si riparte dunque da qui, con il Milan che è rientrato dall’avventura statunitense e che riprenderà a lavorare a Milanello per far dimenticare la recente figuraccia in attesa di potersi confrontare con l’avversaria di sempre, quella Juventus finita ora nel ciclone mediatico dopo la squalifica comminata a Conte dalla giustizia sportiva a causa dell’inchiesta relativa al calcioscommesse.
I rapporti tra Galliani ed Allegri, secondo i meglio informati, sembrano aver raggiunto un punto di rottura. Che questo possa essere insanabile, solo il campo potrà dirlo, di certo l’equilibrio in casa rossonera appare incrinato.
La partita contro il Real ha però messo in luce un altro importante fattore: la questione Kakà.
In pochi minuti il giocatore ora in forza alle merengues ha confezionato tre assist al bacio per altrettanti compagni, che hanno reso pesante come un macigno il bagaglio di gol subiti dalla coppia Abbiati-Amelia. Uno stato di forma imponente che fa ancor più gola alla causa rossonera. Ma le notizie delle ultime ore non sono foriere di buoni presagi. Seppur Kakà sembri disposto a ridursi l’ingaggio, seppur abbia intavolato una fitta chiacchierata con i suoi ex compagni per capire lo stato reale in cui si trova il Milan, seppur abbia ampiamente allargato le braccia per prepararsi al nuovo abbraccio in via Turati, ci ha pensato Mourinho a mettere in chiaro le condizioni per il suo eventuale ritorno in rossonero: se il Milan lo vuole davvero, dovrà pensare ad una soluzione diversa dal prestito. Ecco dunque che dopo aver inflitto la sconfitta sul campo, lo special one cerca di schiacciare le velleità di rinascita dell’antico amore tra il suo giocatore e la squadra che per prima lo ha lanciato nel calcio che conta.


Difficile, in effetti, dargli torno. Il Milan si è recentemente reso protagonista di affari vantaggiosi proprio a causa della cessione di top players, di conseguenza la richiesta del prestito nei confronti di Kakà sembra stonare con le normali logiche di mercato.
Ma Galliani, che pur ammette la difficoltà dell’affare, non si dà per vinto ed è rimasto negli States dove peraltro soggiornano ancora anche i madridisti. Che poi le notizie ufficiali lo vogliano ancora in territorio americano per questioni personali, è solo un dettaglio.
 
L’arrivo di Zapata in casa Milan coincide con l’ennesimo straziante saluto all’ipotesi Tevez e Dzeko. Nessuno dei due attaccanti infatti è comunitario, dunque le attenzioni dei rossoneri dovranno giocoforza spostarsi su altri nomi. Tra questi rimangono Matri e Pazzini ai quali si aggiunge Borriello nella condizione di contropartita per l’ipotetico scambio con Cassano.
Questo il nuovo tormentone che ha investito il calciomercato rossonero, con tanto di sollevazione popolare contro quest’ipotesi. Allegri cerca una prima punta, lo sappiamo, ma il sacrificio di Cassano non sembra essere gradito. Qualcuno lo descrive come demotivato: ma stiamo parlando dello stesso giocatore che agli Europei ha fatto faville? Stiamo parlando dello stesso giocatore che il Milan ha risollevato? Stiamo parlando dello stesso giocatore che al suo arrivo al Milan aveva dichiarato: più del Milan non c’è nulla?
Forse le cessioni illustri e gli addii lo hanno colpito, soprattutto la prematura partenza del suo amico Ibra, ma questo, caro Antonio, è il tuo momento. Scrisse De Gregori “un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia” e queste qualità sono insite nell’essere calciatore di Cassano, dunque, dopo i vari capri espiatori messi sull’altare sacrificale, sarebbe controproducente perdere il talento del giocatore di Bari vecchia solo per far posto all’ennesimo ritorno di fiamma che, questa volta magari a ragione, potrebbe spegnersi al primo alito di vento.
Il Milan dunque riparte zoppicante, dopo le recenti vicissitudini e per un incedere vigoroso nel calcio che conta ha bisogno di un ulteriore sostegno da parte di ogni sua singola componente. Per questo l’attenzione si catalizza, ancora una volta, sulle prossime vicende del calciomercato estivo, in attesa di poter annunciare, magari a corollario proprio del trofeo presidenziale, nuovi incipit da cui partire per tessere le sorti del nuovo Milan.