Il lodo Mondadori non cambia i progetti del Milan. Ma il mercato è in attesa di occasioni speciali. Intanto Paloschi, El Sharaawy e Taiwo ricevono i primi applausi: prove da Supercoppa
Il raduno rossonero a Milanello ha sempre un fascino particolare. Quest’anno poi, quello scudetto cucito sul petto ha rafforzato, se ce ne fosse stato bisogno, il sentimento che lega il popolo ultrà alla squadra di Allegri che nelle prime ore della mattinata ha raggiunto Carnago per riprendere ufficialmente la stagione calcistica.
Oltre cinquemila i tifosi assiepati sul viale che conduce al fatidico cancello, bandiere, fumogeni, cori ad inneggiare i campioni che alla spicciolata hanno varcato la fatale soglia: il diavolo torna al lavoro e promette scintille.
Le parole di Galliani in conferenza stampa stemperano il clima di tensione legato ai guai giudiziari relativi al lodo Mondadori, per qualcuno una sorta di segnale d’addio del presidente Berlusconi. Ma sia il presidente vicario che l’erede Barbara, smentiscono categoricamente che il gruppo lascerà la proprietà e anzi rafforzano con le loro parole i sentimenti che da sempre legano Silvio a questi colori. Un quarto di secolo costellato di amore e successi, che nulla sembra voler, o anzi sarebbe meglio dire, poter fermare.
“Berlusconi è innamorato del Milan come il primo giorno”, questo il leit motiv che deve essere ricordato, che accomuna le dichiarazioni dei vertici societari.
Ovvio, le note vicende giudiziarie non sono un ostacolo facile da superare, ma quando un gruppo è forte e lavora compatto, sembra trovare mille altre risorse inaspettate per poter far fronte a situazioni di contingenza. Barbara Berlusconi è raggiante e sicura, le sue parole riescono a tener lontani gli spettri che sembravano aver invaso via Turati.
E allora si riparte. Galliani e Allegri e capitan Ambrosini presentano i quattro nuovi acquisti, raggianti nelle nuove maglie del Milan. Il sorriso di Mexes, soprattutto, rimane impresso nei pensieri dei presenti: “sono allegro perché qui sto bene!” risponde il centrale ex giallorosso.
El Sharaawy ha lo sguardo a metà tra il commosso e l’incredulo. Diciotto anni e giocare nella squadra dei sogni: “sarà difficile trovare spazio con tutti questi campioni, ma sono arrivato per crescere e per cercare di mettere in difficoltà Allegri”. E in effetti il giocatore alle prime battute sul campo impressiona, anche chi l’aveva già seguito con il suo Padova in B: il talento c’è, ora bisogna coltivare personalità e continuità. Ma il “faraone” come ormai dovremo abituarci a chiamarlo, osannato anche dai cori della Sud, sembra proprio essere sulla buona strada.
Taiwo non ha bisogno di ulteriori presentazioni, è stato fortemente voluto dalla società, che gli ha messo a disposizione quello che fino a qualche giorno fa era l’unico spazio riservato ad un tesserato extracomunitario: dichiarazione di stima che potrebbe non avere eguali.
E arriviamo a Paloschi, visibilmente emozionato. Lui il Milan lo conosce bene. Ha calcato i campi in rossonero nel settore giovanile. Qualche anno in prestito per farsi fare le ossa e ora veste la maglia rossonera: di certo ha una grande occasione nel prossimo mese. Sarà infatti agli ordini di Allegri, accanto al suo idolo Inzaghi, per la prima grande sfida stagionale, quella supercoppa che da subito diventa il “primo titulo”, l’obiettivo da conquistare a tutti i costi, il derby cinese contro l’Inter di Gasperini. E Alberto dovrà caricarsi sulle spalle la responsabilità di vestire la maglia dei campioni d’Italia, trascinandoli alla vittoria. Troppa responsabilità? Forse sarà lui a mettere in difficoltà Allegri nelle scelte. Anche se quello che sembra essere un piccolo lapsus, potrebbe far pensare ad un futuro diverso per il giovane attaccante. “Sono contento di essere qui, dove sono cresciuto. Penso ad allenarmi bene e il mio sogno è quello di poter tornare definitivamente”.
Quindi? Toccata e fuga o possibilità di impressionare il tecnico e rimanere finalmente nella squadra che l’ha formato? Se per lo stesso Inzaghi, Paloschi è il suo erede, quale occasione migliore per plasmarlo definitivamente a sua immagine e somiglianza?
Anche perché le parole di Galliani, sottoscritte da mister Allegri, sembrano voler smorzare la fame di nuovi acquisti del Milan. Il mercato potrebbe essere concluso, a meno di “offerte speciali”, come bonariamente hanno definito gli ipotetici colpi di coda del mercato estivo gli addetti rossoneri.
“La squadra è competitiva - sottolineano Allegri e Galliani - dobbiamo lavorare per i primi trofei di agosto e non pensare al mercato”. I reparti sono al completo dunque, inoltre a differenza dello scorso anno gli ultimi acquisti di gennaio potranno essere schierati in Champions.
Già,perché la Champions rimane il primo obiettivo, quello che regala più emozioni, anche se mister Max sa che il Milan vuole presto la seconda stella. Insomma, confermarsi in Italia e procedere spediti in Europa, senza fermarsi agli ottavi, ma andando oltre, cercando di gestire al meglio la squadra.
Allegri infatti riflette sulla passata stagione e soprattutto, spalleggiato da Galliani, sottolinea come l’uscita agli ottavi sia stata solo dovuta ad una serie di contingenze. “Thiago Silva aveva giocato a centrocampo” ricorda Galliani e, sottolineo io, di certo non aveva sfigurato!
Però è lampante che il Milan era arrivato boccheggiante a quel punto della stagione. E questo è uno degli sbagli da non commettere quest’anno, sperando che la dea bendata non decida di voltare le spalle al Milan, soprattutto in materia di infortuni. Insomma, questo Milan appare sempre più quello definitivo, anche se nell’aria rimane ancora qualche nome, qualche speranza forse, sia per il popolo rossonero al di là dei cancelli, che per il primo tifoso, quel Galliani che quasi si emoziona quando gli si ricorda che i cori della Sud quest’anno lo hanno accolto con amore. “Quando i tifosi ce l’avevano con me, soffrivo - dichiara in sala stampa - io sono un tifoso che fa l’amministratore delegato. Speriamo che durino!”.
Sempre la battuta pronta e quel sorriso e quello sguardo vivace che catalizza l’attenzione, dal quale ti aspetti la sorpresa, le parole che ti regalano titoli importanti.
E l’accenno a Kakà, ricordando con dispiacere la difficoltà della trattativa, lascia dunque uno spiraglio, seppur minimo, ad un ritorno di fiamma. Ribadito peraltro da Barbara Berlusconi.
Il brasiliano ha lasciato un ottimo ricordo a Milanello e il diavolo farebbe carte false per riaverlo alla sua corte.
Non si parla di altri nomi, un accenno a Fabregas, ma solo per glissare le dichiarazioni di Wenger, di Hamsik e Ganso nessuna dichiarazione di rilievo. Fa capolino il discorso Cassano, dato per partente tante volte ma, ci assicura Allegri: “Cassano è contento di rimanere al Milan e sarà molto importante per noi”. E poi il tecnico ribadisce che nessuno, né il Milan, né tantomeno Allegri, come nessun altro tecnico di squadre blasonate, può garantire il posto a chicchessia. Il lavoro paga sempre, questa lo sappiamo, è la filosofia di Allegri, che pretenderà ancora di più dai suoi uomini, sia dal punto di vista tecnico che comportamentale. Sono state inasprite infatti alcune clausole del codice di comportamento: non dovrà più succedere che il Milan si trovi in emergenza perché un giocatore protesta in campo o esulta togliendosi la maglia, lasciando la squadra in difficoltà. A buon intenditor…
E Ibra viene ricordato come punto di forza della squadra che ha vinto lo scudetto. Determinante nella cavalcata rossonera, lo sarà ancor di più quest’anno. Lo svedese, che si aggregherà al gruppo tra qualche giorno, come anche Cassano e come poi i nazionali impegnati nella Coppa America, sarà pronto a scaldare il motore per la nuova stagione. Subito l’Inter a Pechino e poi un obiettivo che fa parte dei sogni di Ibra: quella Champions League che lo consacrerebbe tra i giocatori più forti del pianeta. Perché il Milan vuole quel trofeo e, come sottolinea capitan Ambrosini: “Solo il Barcellona è più forte di tutti”, ma il Milan non sembra voler essere secondo a nessuno.
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