Kakà per la riedizione del Ka-Pa-Ro: il Milan torna a sognare

Kakà per la riedizione del Ka-Pa-Ro: il Milan torna a sognareMilanNews.it
© foto di Balti Touati/PhotoViews
sabato 4 agosto 2012, 00:00Milanello in rosa
di Giulia Polloli

La fase più calda del mercato rossonero è iniziata con la partenza per gli USA di Adriano Galliani. L’obiettivo minimo è quello di riuscire a trovare l’accordo con Florentino Perez per riportare Kakà in rossonero, ma non è detto che il dialogo tra i due potenti abbia un solo punto all’ordine del giorno. Intanto, un po’ come ha fatto Mancini sulla questione Tevez, anche Mourinho dice la sua sul futuro del talento verdeoro. Dichiarazioni che se lette di tutta fretta potrebbero far pensare ad una quasi volontà di fare dietrofront rispetto ai comportamenti recenti: Mourinho però difficilmente lascia le cose al caso e nelle sue dichiarazioni finali fa capire quanto Kakà sia ormai considerato come uno dei tanti che ambiscono ad indossare la casacca delle merengues. La favola del “Bambino d’Oro” è ormai giunta al capolinea, a prescindere dalle scelte che si faranno. Perché se Kakà riuscisse a vestire nuovamente rossonero avrebbe la possibilità e forse anche la grande motivazione, per ritornare a stupire con la sua classe cristallina. Se invece dovesse rimanere a Madrid, difficilmente potrebbe ritrovare quel sincero sorriso che è ormai entrato nei cuori di tutti noi. Che rimanga o meno al Real, dunque, per Mourinho non fa differenza. Anzi la sensazione è quella che il tecnico speri di potersi “sbarazzare” di un nome importante come il suo, per poterlo rimpiazzare con un giocatore che abbia più impatto nel suo schieramento.
Dunque Galliani, pur consapevole della complicata trattativa che lo attende, è partito con la certezza di dover raggiungere un obiettivo molteplice: garantire al Milan un giocatore di talento e magari restituire l’estro creativo che Kakà sembra aver perso nel tempo.
Il popolo rossonero è combattuto relativamente all’ipotesi del ritorno di Ricardo, troppe volte nella storia del calcio abbiamo assistito a ritorni di fiamma che poi si sono esauriti di fronte al primo soffio di vento. Ma io credo che questa volta ci possano essere tutte le prerogative affinché questo non accada: Kakà ha bisogno di potersi esprimere al meglio in una squadra che creda davvero in lui e soprattutto con compagni che abbiano nelle loro corde gli stessi presupposti di gioco, in grado di far ubriacare le difese avversarie. Perché quello che potrebbe prospettarsi in più occasioni è un Milan a forti tinte verdeoro con la riedizione di quell’acronimo: Ka-Pa-Ro che tanto piacque anche a Silvio Berlusconi.
Ma il Milan non sarà solo questo: i rossoneri hanno in rosa giocatori strabilianti che, come Cassano e Boateng, hanno assicurato quel tocco di fantasia ed imprevedibilità al  gioco di Allegri. Forse questa sarà proprio la stagione consacratoria per il tecnico rossonero.

L’assenza, almeno al momento, dell’Ibra di turno, potrebbe consentire al tecnico livornese di studiare numerose alternative in grado di mantenere la squadra sempre competitiva in ogni torneo. Sempre che tutto, ovviamente, rimanga in linea con i punti fissi di inizio stagione, in primis la lotta concreta agli infortuni che sono stati involontari e sgraditi protagonisti lo scorso anno.
E nonostante qualcuno già lo abbia pesantemente criticato, Gattuso ha esternato una situazione che appare paradossale agli amanti del calcio vero, ma che sta sempre più prendendo piede nel calcio moderno. La gestione dello spogliatoio di fronte soprattutto alle nove leve, è costantemente più difficile. D’altronde tutto questo non è altro che lo specchio della società moderna, dove i valori e i comportamenti eticamente corretti hanno perso la loro preminenza, sostituiti da capricci e vizi che però vengono addirittura assecondati. Chi ha avuto la fortuna, perché di fortuna si tratta, di aver lavorato con giocatori come Gattuso, Nesta, Seedorf  non può non aver appreso quanto sia importante alla base anche del banale calcio, avere delle regole. Non stupiamoci poi se anche sui campi minori si verificano “incidenti di percorso” che poi sfociano in ogni sorta di comportamento socialmente scorretto, tuttavia giustificato o giustificabile dai più.
Ma torniamo ad argomenti più leggeri, se così vogliamo definirli.
L’ingresso di nuovi investitori anche nel club di via Turati è stato addirittura acclamato a gran voce dal presidente Berlusconi, consapevole che solo nuove risorse potranno cambiare il trend in discesa dell’economia calcistica nazionale. L’interesse degli sceicchi non credo sia completamente scemato, forse semplicemente sono alla finestra in attesa del cambiamento epocale. E il primo step sarebbe proprio quello di poter incamerare nuova linfa grazie alla gestione completa del marchio che, ovviamente, dovrebbe contemplare l’acquisizione di uno stadio di proprietà. La “cantilena” con cui tutti ricordavano le parole di Galliani in merito sta rivelandosi realistica all’eccesso. L’Inter abbandonerà S.Siro, andando a costruire una struttura nuova di zecca, il Milan potrebbe dunque far sua la scala del calcio, per trasformarla nel tempio rossonero. L’ipotesi era già stata ventilata anche dallo stesso Galliani tempo fa e forse, a livello prettamente emozionale, è la scelta che qualsiasi tifoso vorrebbe poter vedere realizzata. Di fronte a questo scenario, a fronte anche delle cessioni illustri che hanno ridato consistenza al bilancio rossonero, forse qualcuno farà la sua offerta: e a questo punto dovrà essere, almeno, irrinunciabile!