Tutti gli errori della società e del tecnico: calciatori che non "lavorano", formazioni sbagliate e l'assenteismo di chi comanda...
7 punti in 8 partite. 5 sconfitte sempre in 8 gare. Il disastro più totale. Gli avversari lo compatiscono. Lotito: "Il Milan non ha fatto male, ha dimostrato carattere". Ah beh, grazie. Quante parole carine. Peccato che poi i punti fatti all'Olimpico siano stati zero. Il presidente della Lazio non avrebbe parlato così se la partita fosse poi finita 3 a 3. Ma, aldilà del compatimento, che comunque fa più male di una sconfitta, veniamo alle questioni interne. È possibile che Boateng in allenamento faccia il fenomeno e poi in partita non capisca nemmeno dove stare? No perché sarebbe l'unico motivo comprensibile per vederlo ogni volta titolare. Non è una questione di numeri sulle spalle, anche perché ormai tutti sono stati sdoganati, ma di una totale assenza in campo. Al momento l'unica cosa che riesce bene a Boateng è andare in giro in gonna per Milano con la Satta. Per carità, niente di male, se poi però rendesse anche il 50% di quello che ha fatto vedere. Qui siamo sempre allo zero più assoluto. Per non parlare poi della difesa. Bonera-Yepes-Mexes-Zapata-Acerbi, un potpourri per tutte le occasioni. Se gli attaccanti colpiscono bene di testa dentro Yepes; se sono rapidi meglio Mexes che punta sull'anticipo; se il reparto offensivo non è dei più pericolosi allora dentro Zapata o Acerbi che forse più di altri sanno impostare. L'unico vero titolare sembra Bonera che però perde ogni uno contro uno (vedi Hernanes) e si dimentica Klose in area (in quel caso anche Abate era decisamente in ritardo). A tutto questo si aggiungono i terzini, appunto. Antonini si impegna, ci mette tutto il grande cuore che ha, ma fa troppa fatica. Abate solitamente si salva, contro la Lazio è stato a dir poco imbarazzante.
Ma è dunque possibile sbagliare sei undicesimi della formazione? Abate, Bonera, Antonini, Nocerino, Boateng, Pazzini non andavano schierati dal primo minuto! E solo due di questi sono stati convocati per l'impegno con le Nazionali, gli altri avrebbero avuto il tempo di "lavorare" (come dice Allegri) al meglio per la gara contro la Lazio. Probabilmente hanno fatto altro. Aprirei anche un discorso sul portiere. Abbiati non avrebbe mai preso il gol di Candreva, purtroppo però ne prende altri. Ergo, il Milan non ha nel primo né nel secondo un estremo difensore affidabile. Visto quanto è bravo in prospettiva Gabriel, perché non buttare nella mischia il brasiliano, potrebbe così accumulare un po' di esperienza in una situazione dove tanto comunque non sarà mai solo colpa sua. Di questo possiamo dare ampie garanzie. Il Milan è un concorso di colpe. Parte dal presidente che oltretutto sembra non interessarsi dello scempio, passa poi attraverso Galliani con le sue dichiarazioni a dir poco velleitarie: "con l'acquisto di De Jong, Allegri non ha più alibi". E poi lo stesso tecnico toscano che non ha perso l'abitudine di regalare i primi tempi agli avversari, peccato però che ora il Milan non vada al riposo sullo 0 a 0, ma sotto di almeno uno o due gol. La cosa più sconcertante, però, è successa proprio contro la Lazio. Con l'ingresso in campo di Emanuelson, il Milan sembrava avere la forza di mettere in difficoltà i biancocelesti. Anche perché la mossa di Petkovic di inserire Cavanda non è stata delle migliori. Tanto che l'olandese a destra ogni volta creava qualcosa di pericoloso, o un cross al centro, oppure si guadagnava un fallo dalla trequarti come nell'occasione del gol di De Jong. A circa cinque dalla fine Allegri cosa fa? Inserisce Bojan Krkic. Ora, che il tecnico rossonero non abbia più nulla da perdere, è ben chiaro a tutti, ma se Emanuleson da quella parte sta funzionando, perché metterci l'ex blaugrana? Forse per fare un favore a Cavanda? Quindi l'olandese è finito a fare il terzino sinistro dove non ha più toccato un pallone e a destra è andato Bojan che forse uno ne ha toccato per sbaglio ma poi lo ha pure perso. Così si è conclusa la spinta del Milan, senza neanche che Petkovic dovesse adoperare nuovi accorgimenti. Il Milan fa e disfa a piacimento. Sarebbe anche divertente se però la cosa non iniziasse a diventare pericolosa. Guardarsi alle spalle è il nuovo obiettivo rossonero. I 40 punti sono lontani, molto lontani.
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