Amorim fa chiarezza sull'impiego di Cisse: "Lo devo gestire perchè..."
Alla vigilia della sfida contro l'Inter, Ruben Amorim ha parlato in conferenza stampa a Milanello del problema degli infortuni:
Da dove arrivano gli infortuni?
"Infortuni e problemi muscolari non c'entrano nulla con lo staff medico, con lo staff della palestra o con Milan Lab. La responsabilità è del sottoscritto, del tecnico e del modo in cui allena la squadra. Quello che posso dire è che ci sono diverse situazioni da considerare: il sovraccarico in determinati reparti ci costringe a correre dei rischi, e poi bisogna analizzare a fondo la storia clinica dei singoli giocatori. Prendete, ad esempio, chi dice che un giocatore come Cisse non gioca, segna un gol e poi salta la partita successiva: bisogna guardare il suo storico, i problemi di pubalgia, i gravi infortuni subiti nell'ultimo anno, ed è mio dovere gestirlo di conseguenza. Bisogna considerare quanti match consecutivi abbiano disputato in passato questi calciatori, quanti metri di sprint compiono, se si tratta dello stesso tipo di sforzo o se il gioco è cambiato. È la combinazione di tutti questi fattori a generare gli infortuni. E poi c'è la sfortuna: quando subisci un problema al piede, è pura e semplice sfortuna. Ve lo dico io: l'episodio capitato a Saelemaekers è stata soltanto sfortuna nera. Quando ti ritrovi con un'opzione in meno in una determinata posizione, non puoi più fare turnover come vorresti, e a quel punto le cose succedono. Ma voglio dirlo con estrema chiarezza: lo staff medico è straordinario, sta facendo un lavoro eccezionale e lavora sodo ogni singolo giorno. La gestione dei carichi è compito mio, rientra nelle mie responsabilità. Conosco la storia clinica di ogni giocatore della rosa, conosco il carico di lavoro quotidiano e cerco di gestirlo al meglio. A volte però sono costretto a correre dei rischi, oppure ci sono ragazzi che non sono abituati a giocare tante partite di fila. Prendete un giocatore come Jashari: ha disputato tre gare, di cui due per 90 minuti, senza alcun problema. Altri, invece, giocano un tempo e mezzo e avvertono già la stanchezza. Cerchiamo di monitorare e gestire tutto questo con la massima attenzione, ma ribadisco: sono felicissimo del nostro staff medico e stanno svolgendo un lavoro pazzesco".
Come mai questi alti e bassi di prestazioni e di risultati?
"È un insieme di fattori che si combinano tra loro. Certo, dobbiamo sviluppare quella maturità necessaria per controllare le partite e gestire i vari momenti dell'incontro, e ci arriveremo con il tempo. Poi pesano il calendario fitto e la contemporanea emergenza infortuni: una situazione che non agevola il nostro modo di giocare, perché per esprimerci al meglio abbiamo bisogno di determinate caratteristiche tecniche e fisiche. Credo che sia davvero un mix di tutto questo. Dobbiamo curare ogni singolo dettaglio, avremmo bisogno di allenarci di più, di passare più tempo a parlare e a lavorare su questi aspetti. Ma in questo momento non abbiamo neanche il tempo per recuperare pienamente le energie, figuriamoci per fare sedute di allenamento mirate. È per questo che incontriamo parecchie difficoltà in alcune gare: per trovare quella continuità di rendimento dovremmo affrontare e correggere tutte queste tematiche durante la settimana, ma il tempo manca. Nonostante tutto, vi garantisco che diventeremo una grandissima squadra".
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