Biasin: "Milan, la logica sulla scelta di Pioli e le mezze verità di Silvio"

15.10.2019 14:51 di Enrico Ferrazzi Twitter:    Vedi letture
Fonte: di Fabrizio Biasin per TMW
© foto di Federico De Luca
Biasin: "Milan, la logica sulla scelta di Pioli e le mezze verità di Silvio"

E chiudiamo sul Milan, su Pioli, sul fatto che son tutti abbastanza incazzati, compreso l’ex presidente Berlusconi. Partiamo da lui, furioso per le parole di Gazidis e la faccenda “serie D”. Si può capire il fastidio di chi in 30 anni ha vinto tutto, meno quello di chi non capisce il momento. Gazidis sbaglia a puntare il dito sul passato (è il classico gioco dello scaricabarile), Berlusconi sbaglia nel fingere di non sapere che questa situazione è anche conseguenza di quel che è capitato ai tempi della “cessione cinese”.
E quindi Pioli, quello che arriva e riceve sputazzi a caso. La cosa sembra non averlo turbato più di tanto, del resto è la sua grande prerogativa: mantenere la calma nel mare in burrasca. La scelta del Milan è corretta, sbagliata al limite nelle modalità (non puoi far intendere di volere Spalletti e poi virare “perché il toscano non si libera”) ma corretta. Pioli è l’allenatore giusto, ma bisogna capire a far cosa. Se la società gli ha chiesto “ordine in campo alla ricerca della miglior classifica” avrà risposte da subito; se invece il diktat è “a noi interessa soprattutto che i giovani acquisiscano valore” allora il rischio che anche lui si incarti è concreto. Il problema non è l’allenatore (o non solo), ma una proprietà che ha deciso di vedere il Milan unicamente come un’azienda in difficoltà che deve tornare a galla con la politica “giovane”, con i tagli, con le plusvalenze e comunque a prescindere dal campo. Solo che il Milan non è un’azienda di frigoriferi, non lo è mai stata e del campo non se ne può fottere, soprattutto per rispetto della sua gente. E di mio padre, grande milanista dal 1936 che l’altro giorno mi ha detto “sono arrivato al punto che chiedo io a tua madre di andare all’Ikea per paura di vedere il mio Milan”. Tutto questo è molto ingiusto.