Di Caro sulla Super League: "Fiera dell'avidità. Ma Juve, Milan e Inter hanno un muro davanti"

19.04.2021 12:37 di Enrico Ferrazzi Twitter:    Vedi letture
Fonte: tuttomercatoweb.com
Di Caro sulla Super League: "Fiera dell'avidità. Ma Juve, Milan e Inter hanno un muro davanti"
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Andrea Di Caro, vice direttore della Gazzetta dello Sport, prende una posizione netta nei confronti della Superlega nel suo commento odierno sulla rosea dal titolo "Quello che il presidente Uefa Ceferin ha scaricato addosso ad Agnelli, presidente della Juve ed ex presidente dell’Eca in un colloquio dai toni durissimi, è diventato un comunicato ufficiale. Firmato da Uefa, Leghe e Federazioni inglese, italiana e spagnola, ma il testo è condiviso da altri paesi e dalla Fifa. Morale: anche la ricerca famelica degli interessi personali, a scapito di quelli collettivi, a un certo punto trova davanti a sé un muro. Sul quale rischiano di sbattere club e dirigenti (come la Juve e Agnelli) abituati ad agire con spregiudicatezza, arrivando a tradire non solo rapporti di fiducia e amicizia (e fin qui siamo nei giudizi etici e morali), ma anche gli obiettivi che ruoli o deleghe prevedono (e qui si entra nelle possibili cause in tribunale con richieste di risarcimenti). Ma quel muro diventa pericoloso anche per quei club e dirigenti che si accodano (come l’Inter di Marotta), pensando sempre al proprio tornaconto, ma esponendosi meno... Anche i nostri club più vincenti e prestigiosi però devono pensare che non si può tirare troppo la corda. Soprattutto quando sono note in seno alle istituzioni certe particolari situazioni finanziarie. Quelle che costringono ad esempio la Juventus a plusvalenze tanto esagerate quanto necessarie, per far quadrare i bilanci. Con centinaia di milioni virtuali, ma solo pochi reali che entrano in cassa. O quelle riguardanti gli stipendi arretrati nell’Inter, con il club alla ricerca di altri complicati accordi con i dipendenti e le istituzioni per dilazionare al prossimo anno queste mensilità o addirittura, si sussurra, chiedere di rinunciare a premi e parte degli emolumenti. Che strano il calcio italiano, dove c’è chi paga puntualmente e rischia di retrocedere, come il Parma, e c’è chi sta per vincere uno scudetto, ma non chiude i conti alla fine del mese".