Fofana sul nuovo ruolo: "All'inizio ero contento di giocare più avanti, però poi ho capito che non è quello che voglio. Ma lo faccio per la squadra ovviamente"
Intervistato da L'Equipe, Youssouf Fofana ha commentato così il suo cambio di ruolo visto che Max Allegri lo ha spostato da regista davanti alla difesa a mezzala destra: "È come se per anni avessi guardato il calcio in un certo modo, e ora la mia percezione sta cambiando perchè non vedo più il campo dalla stessa angolazione, non ho più gli stessi punti di riferimento. Per esempio, prima, quando ero davanti alla difesa, sapevo di avere due giocatori dietro di me, uno in diagonale a destra e uno a sinistra. Ora è completamente diverso. Gioco come centrocampista di destra. Quando non abbiamo la palla, sono molto avanzato, quasi come un attaccante. Quando invece abbiamo la palla, mi posiziono tra le linee. Quando ti dicono che giocherai più avanti, all'inizio sei contento (ride, ndr). Alla fine, ho capito che non è necessariamente quello che voglio. Lo faccio per la squadra, ovviamente. Mi piaceva essere quello che avviava le azioni, controllare tutto: la velocità del gioco della mia squadra, il ritmo, recuperare palla... Cosa ho imparato nel nuovo ruolo? Che devo giocare molto più velocemente e posizionarmi meglio. Davanti alla difesa, il giocatore che mi attaccava era un attaccante, che non necessariamente difendeva molto bene. Mentre ora, il giocatore che mi attacca è un difensore, un avversario più robusto. Devo essere più forte, assimilare più informazioni di prima. Ho anche imparato che posso fare scatti ad alta intensità".
Da quando è al Milan, Fofana sa di essere cresciuto molto: "Ci sono state due fasi: il primo anno ho imparato la tattica. Sappiamo tutti che in Italia ci danno molta importanza. Non è affatto un cliché. (Ride.) In realtà ho avuto un bello shock. Pensavo di arrivare con una solida base tattica, ma alla fine prestano davvero attenzione a tutto! Mi ci è voluto un po' per capire che qui puoi giocare perfettamente per novanta minuti, ma se alla fine il risultato è 1-0 per l'avversario, significa che sei stato surclassato tatticamente. Mi ci è voluto del tempo per assimilare l'efficacia e questa disciplina tattica. La seconda fase la sto vivendo proprio ora. È un cambio di prospettiva. È come se, per cinque anni, avessi guardato il calcio in un certo modo e ora la mia percezione stia cambiando. Sto facendo un passo avanti nella mia carriera con un grande allenatore italiano. Se sto facendo bene nel nuovo ruolo? Ottima domanda. Sono felice di imparare, ma sono stato bravo nel corso della stagione? Non abbastanza, credo. Nella posizione in cui gioco, le statistiche contano. E posso essere molto più efficace di così. Avrei potuto segnare 6 gol (1 in questa stagione) e fare più assist (4), e allora ti avrei detto che la mia stagione era stata buona. D'altra parte, se guardo al medio termine, c'è una competizione (la Coppa del Mondo, ndr), e non sono sicuro che la gente si aspetti che io giochi in questa posizione".
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