Panorama - La lettera di un tifoso: “Io e mio figlio, tifosi del Milan allo stadio di Verona. Non ci tornerò più”

16.09.2019 15:12 di Daniel Speranza   Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Panorama - La lettera di un tifoso: “Io e mio figlio, tifosi del Milan allo stadio di Verona. Non ci tornerò più”

Hellas Verona-Milan non passerà alla storia per la vittoria dei rossoneri di Marco Giampaolo, ma per gli eventi di natura razzista scatenatesi contro Franck Kessie da parte dei tifosi di casa. Un tifoso rossonero, presente allo stadio, ha scritto una lettera a Panorama.it per sfogarsi dell’accaduto.

“Avevo già scritto tre anni fa in occasione di Verona Milan per un episodio assurdo accaduto a mio figlio che allora aveva 9 anni. Da quel giorno mi ero ripromesso di non andare più in quello stadio per la qualità delle persone che lo frequentano.

Purtroppo passa il tempo e anche le cose più brutte si dimenticano e dato che un mio carissimo amico che lavora nell’ambiente del calcio mi ha offerto due biglietti ci sono di nuovo ricascato.

Poltrone ovest, buonissimo posto. Memore dell’altra volta niente sciarpe o magliette del Milan. Ci sediamo sotto ad un gruppo di signori tutti oltre la sessantina. Appena arrivati questi iniziano ad insultare tutti i milanisti: bastardi, figli di puttana, perfino “terroni”. La cosa che più mi sorprende è il modo arrogante e pieno di rabbia che usano. All’arrivo sembravano dei signorotti anche mezzi sfigati, passatemi il termine, che si godono la partita di calcio. In branco si sono trasformati.

Inizia la partita e gli insulti si fanno sempre più pesanti. Espulso Stepinski, un milanista esulta pacatamente, mai lo avesse fatto, partono con minacce: “Tanto passi di qui quando esci, ti spacchiamo le gambe, etc…”. Mio figlio prende paura e mi chiede di andare via.  Eravamo appena a 25 minuti dall’inizio.

Decido di rimanere perché altrimenti hanno vinto loro. Da quel momento io poi non mi godo più la partita e penso a proteggere mio figlio da tutta quella violenza verbale e fisica che aumenta sempre di più. L’episodio più grottesco accade quando annullano il secondo goal al Milan: un povero vecchio (solo così si può definire) scende nel corridoio davanti alla balaustra e va verso un gruppo di presunti Milanisti tirando pugni a tutti quelli in prima fila. Questi, sorpresi, non hanno nemmeno il tempo di reagire e lui si rifugia nel suo branco che intanto minaccia da lontano.

Intendiamoci questi sono dei poveretti, ma credetemi che non è un episodio isolato in quello stadio e soprattutto non ha nulla a che fare con i cosiddetti ultras. Si tratta di persone comuni che diventano bestie in branco. Non deve e non può accadere.

Scusatemi ma questo non è lo sport di cui siamo innamorati io e mio figlio.

Queste persone vanno allontanate dallo stadio.

Dimenticavo: ovviamente niente stewart nel settore!!!!

Io ho visto partite ovunque nel mondo. Mai visto uno spettacolo penoso del genere”

Distinti saluti

Marco Bergozza