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Retroscena del derby: Amorim al cimitero, Cardinale ci piange e uno che ci prega. Con le braccia al cielo

Retroscena del derby: Amorim al cimitero, Cardinale ci piange e uno che ci prega. Con le braccia al cieloMilanNews.it
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Oggi alle 08:19News
di Antonello Gioia
I racconti, gli aneddoti e i retroscena dal derby di Milano di ieri sera, vinto per 3-1 dal Milan di Amorim sull’Inter di Chivu.

Il derby è sempre pieno di storie da raccontare, di ricami e di aneddoti che, in un o modo o nell’altro, entrano di diritto nelle istantanee incancellabili di una sfida eterna. Quello di ieri sera non fa differenza. Anzi: per come è andato, per come ci si arrivava, per come lo si è vissuto, potrebbe anche rappresentare uno di quei famosi punti di svolta nella storia di questa stracittadina. Ce lo dirà il campo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, ma, intanto, qualcosa da segnalare c’è già. E noi, che il derby lo abbiamo vissuto da vicino in tutte le sue piaghe, ve lo raccontiamo.

IL FUNERALE E LE LACRIME

Certamente, i due screen della serata extra campo hanno come protagonisti Gerry Cardinale e Ruben Amorim. Lasciando lo stadio di San Siro dopo il 3-1 del Milan sull'Inter, l’americano è stato intercettato in zona mista dai microfoni di Michael Cuomo di TeleLombardia. Il proprietario del Milan si è emozionato parlando ai microfoni del giornalista, mostrando tanta felicità per la vittoria e una certa commozione nel vedere, dopo tanti insuccessi e tante serate storte, una grande partita del suo Milan: "Notte incredibile. Ogni tre giorni a giocare una partita, superando gli infortuni, riavendo la nostra squadra al completo... E guardate questi ragazzi, questi ragazzi sono dei vincenti. Mi viene da piangere. È fantastico. La migliore serata. Ci costruiremo sopra". E pensare che, poco più di 72 ore fa, proprio e sempre a San Siro, tutto sembrava diverso. Novembresco, cioè grigio, terso, funereo. Anche Amorim ha avuto questa sensazione, guardando negli occhi la sala stampa al termine della partita: "Sono davvero felice. E quando sono davvero felice, sono anche molto tranquillo. Poi, beh, sono un ragazzo giovane ma ho già tanta esperienza. Due giorni fa, qui intorno, sembrava di essere in un cimitero, a un funerale: tutti pensavano che sarebbe finita male. Oggi, invece, la gente parla già di scudetto, come se fosse cambiato tutto. Per quanto mi riguarda, avendo esperienza, so che dobbiamo mantenere il livello costante, ma vi garantisco che sono davvero felice. Adesso vado a casa, riposo e poi penserò alla prossima, perché so benissimo che il calcio è fatto così. Quindi, sono il leader di questa squadra e ho il compito di mantenere alto il livello".

MOREIRA IN PREGHIERA

Alle lacrime e al clima da funerale, beh, sembra quasi d’obbligo aggiungere uno che prega. E, allora, raccontiamo ciò che ha fatto Diego Moreira prima del suo gol su punizione, rete splendida con la quale ha suggellato un primo tempo straordinario condito da due assist e - appunto - un gol davanti al 22 più grande della storia del Milan, Kakà. Appena l'arbitro Guida ha fischiato la punizione, il belga è corso da Modric e, con le mani giunte, lo ha pregato di lasciargli calciare la punizione. Il croato ha acconsentito, così come l'altro battitore Pulisic. Il resto è storia nota.

EMOZIONE

Citato Kakà, non si può che raccontare anche quanto vissuto nel pre partita. Quella corsa verso la curva, quelle braccia al cielo, quella mano battuta sul petto del brasiliano ha fatto venire un attacco di nostalgia a tutto San Siro. Forse il Milan non tornerà mai ad essere così grande e per così tanto tempo come quando c’era Ricky, ma, ieri sera, si è vissuta una di quella serate lì. Una di quelle che ti fanno solo sperare che accada di nuovo. Make Milan great again, no?