A.A.A. professionalità cercasi: al di là delle questioni tecnico-tattiche serve serietà da parte di chi scende in campo
Di un possibile ritiro punitivo del Milan si vociferava già al termine della partita persa contro il Torino di domenica, ma il futuro incerto di Gennaro Gattuso ha probabilmente evitato questa decisione. O meglio, solo rimandata. E' notizia di oggi, infatti, che il tecnico ha stabilito che la squadra rossonera dovrà restare a Milanello a partire da domani pomeriggio e fino a Milan-Bologna di lunedì prossimo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata il ritardo di Tiemouè Bakayoko, arrivato più di un'ora dopo rispetto all'orario di ritrovo previsto per l'allenamento e sceso in campo solamente per gli ultimi 10 minuti della seduta odierna. Dunque, una punizione collettiva per 'educare' un solo colpevole? Non esattamente, dato che nei giorni scorsi sarebbero accaduti altri episodi, aventi altri giocatori come protagonisti, che hanno mandato su tutte le furie Gattuso.
TEMPISTICHE - L'ex Chelsea verrà pesantemente multato da parte della società rossonera, che avrebbe avallato in pieno la scelta di andare in ritiro da parte dell'allenatore. C'è un altro aspetto, poi, da non sottovalutare: le tempistiche di questo episodio. Proprio ieri, infatti, a Milanello si è tenuta una riunione tra Leonardo, Gazidis, Gattuso e la squadra, in cui è stata ribadita la necessità di non mollare in vista delle ultime quattro partite e il bisogno vitale di tenere comportamenti professionali da parte dei calciatori. Ecco perchè il ritardo di Bakayoko, già grave di per sè, sommato a quanto accaduto nei giorni scorsi, ha portato a questa decisione drastica. Rino, non a caso, pochi giorni fa durante un evento a cui ha partecipato, aveva espresso tutto il proprio rammarico in merito a come venga vissuta la professione di calciatore da parte delle nuove generazioni. Detto fatto, appunto.
A.A.A. PROFESSIONALITA' CERCASI - Alcuni giocatori, prima in gruppo e poi singolarmente, una volta venuti a conoscenza della decisione di Gattuso, hanno cercato di farlo desistere, ma l'allenatore è stato irremovibile. Il tecnico calabrese ha dovuto già affrontare diversi periodi di crisi quest'anno. Probabilmente se questa volta è arrivato al punto di prendere una decisione tale, adottata una sola volta nella sua gestione (nella stagione 2017-2018 dopo Verona-Milan 3-0 e, in quel caso, su suggerimento della società) significa che la situazione era veramente diventata insostenibile. Si apre dunque una riflessione: è innegabile che il tecnico abbia delle responsabilità nella crisi di gioco e di risultati del club, così come ne hanno anche la proprietà e la dirigenza, ma i giocatori non sono affatto esenti da responsabilità. Anzi, ne hanno molte. Sarà retorica, forse, ma non bisogna mai dimenticare che siano professionisti lautamente stipendiati e, indipendentemente dalle simpatie che possa suscitare o meno un allenatore, non è in alcun modo concepibile e consentito mollare di testa quando l'obiettivo stagionale è ancora alla portata, almeno teoricamente.
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