All-in su Ibra senza paura: questo Milan non può farne a meno

21.11.2019 18:30 di Matteo Calcagni Twitter:    Vedi letture
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All-in su Ibra senza paura: questo Milan non può farne a meno

18 luglio 2012, una data pregna di significato per la recente storia rossonera. Quel mercoledì Zlatan Ibrahimovic passò ufficialmente al Paris Saint-Germain, solo quattro giorni prima era toccato a Thiago Silva, in un'operazione congiunta che portò 65 milioni di euro nelle casse del Milan: una cifra sì necessaria a coprire il rosso di bilancio, ma decisamente inappropriata se pensiamo al valore dei due giocatori. Il centrale brasiliano, a distanza di sette anni, è ancora titolare dei parigini, mentre lo svedese ha dominato in lungo e in largo, tra Ligue 1, Premier e MLS, recuperando anche da un infortunio al crociato. In tanti definiscono quella data come il giorno in cui il Milan ha cominciato a cadere, come se il Diavolo si fosse arreso senza più riuscire a riprendersi davvero.

TRATTATIVA - Dopo sette anni in cui nessun attaccante rossonero è riuscito realmente a fare la differenza, nonostante l'approdo di mostri sacri quali Torres e Higuain, il Milan è entrato nell'ordine di idee di rimediare al "peccato originale", provando ad imbastire il "clamoroso" ritorno di Zlatan. Nella giornata di ieri, dopo le tante voci ed indiscrezioni, è avvenuto il primo incontro ufficiale a Casa Milan: con Mino Raiola si è parlato anche del campione svedese, libero dai Los Angeles Galaxy e a caccia di una nuova e motivante esperienza. Il primo ostacolo, com'era prevedibile, è legato all'ingaggio del classe '81, anche se non è ancora nota la reale distanza tra domanda ed offerta.

ALL-IN - E' probabile che il Milan, questa volta, possa davvero permettersi lo stipendio di Ibra. I dubbi, al massimo, possono essere di natura concettuale: perché stanziare un'importante fetta di risorse economiche per un calciatore trentottenne? La risposta, che ci permettiamo di dare come consiglio, è la seguente: perché Zlatan per questa squadra sarebbe acqua potabile. Il ritorno dello svedese forse non sarebbe una mossa saggia in termini di medio/lungo periodo, ma diventerebbe fondamentale nell'immediato. Alla rosa milanista serve una scossa, una guida (anche tecnica) che sia capace di prendersi responsabilità senza paura dei riflettori. Ormai da anni manca un giocatore di spessore che sia in grado di dare l'esempio, provando ad indirizzare quei giovani che, per quanto bravi, sembrano squagliarsi ad ogni viatico decisivo, vedi derby di ritorno dello scorso campionato. E, aspetto da non sottovalutare, si ricreerebbe entusiasmo in un ambiente ormai depresso e rassegnato. Per tutte queste ragioni il Milan dovrebbe fare di tutto per riprendere Ibrahimovic, dimenticando per un attimo il futuro prossimo e concentrandosi anche sul momento attuale. Non si può più aspettare.