Allegri, occhio allo spogliatoio: basterà le pysique du rôle?
Il Cellino furioso ha già messo in dubbio la capacità di Allegri di gestire lo spogliatoio rossonero, pieno di "senatori" e personalità dal carisma esorbitante. Beh, Milan e Cagliari non sono certo la stessa cosa, questo è innegabile. I problemi, con ogni probabilità, arriveranno, anche se, bisogna riconoscerlo, i rossoneri hanno in squadra una folta schiera di professionisti seri, che di certo non hanno messo in preventivo l'utilizzo di eventuali bastoni da mettere comodamente tra le ruote del tecnico toscano. "Non ho sentito le parole di Cellino - ha scherzato in conferenza Allegri -. E poi l'ho detto: in ogni cosa si parte dal basso. Se una persona non ha l'ambizione di arrivare in alto, non si confronta mai e non accetta mai le sfide". Già, la gavetta: anni e anni vissuti in provincia, buoni per forgiare il carattere di un mister dal temperamento forte, uno di quelli che non ha il timore di ricordare al presidente Berlusconi chi è che prende le decisioni in campo ("...la squadra avrà molto del mio, sono io l'allenatore"). "I rapporti sono fondamentali. Devo ambientarmi al meglio con tutto lo staff all'interno di Milanello e serve un buon rapporto con tutti. Ci vuole disciplina e rispetto, con queste cose è più facile lavorare con educazione". Ecco, il rispetto.
Riuscire ad imporsi in un gruppo fatto di campioni navigati, che potrebbe benissimo gestirsi da solo, guadagnarsi la loro stima: è qui, appunto, che sale in cattedra il condottiero, colui che detta le regole del gioco, che stabilisce i dentro o fuori, che giudica in base al rendimento in campo e non al nome stampato sulla maglia. "L'accoglienza è stata ottima - afferma -, i ragazzi mi hanno dato grande disponibilità nel lavoro". Tutto come da copione: come detto, i rossoneri sono prima di tutto professionisti esemplari. Attenzione però, gestire nel migliore dei modi uno spogliatoio così pesante e, per certi versi, scomodo, non è facile per nessuno, e gli imprevisti, gli intoppi e, soprattutto, le prime delusioni potrebbero subito afferrare per il colo il malcapitato di turno, costringendolo a sbandare. Leonardo riuscì, nel bene o nel male, a tenere in pugno la situazione, sfruttando a suo favore una lunga militanza in via Turati. Insomma, il tecnico brasiliano aveva già tutte le carte in regola. Allegri, per il momento, si presenta solo - si fa per dire - con "le pysique du rôle" di Gallianesca memoria, una 'Panchina d'oro' da mostrare col petto gonfio di soddisfazione, la fama di tecnico giovane e di belle speranze, tanta voglia di portare una ventata di aria fresca e, soprattutto, un carico di nuove idee, tutte ancora da provare. E' già una buona base di partenza. Ci riuscirà? Lui è il maestro... ma non il professore. A proposito: la sapete quella del pappagallo?
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