C'era una volta Kakà

C'era una volta KakàMilanNews.it
giovedì 5 marzo 2009, 10:41Primo Piano
di Francesco Somma

Partiamo da due dati di fatto: l'organico del Milan non eccelle per completezza ed affidabilità; la difesa non offre garanzie soddisfacenti. Premesse quelle che, a furor di popolo, sono riconosciute come le cause principali dei problemi del Milan, facciamo un passo indietro, al 7 febbraio scorso. Durante Milan-Reggina Kakà lascia il campo zoppicando per una distorsione al metatarso del piede sinistro. A una settimana dal derby, malgrado l'ipotesi di un miracolo, Kakà è out: si prevede uno stop di 15 giorni.
Avremmo dovuto rivederlo in campo contro il Cagliari ma dopo un mese, durante il quale anche Dinho è rimasto vittima di una ( misteriosa ) tallonite, siamo qui a chiederci: che fine ha fatto Kakà? Ieri, in Qatar, i due brasiliani, come da contratto, non potevano mancare e dunque hanno forzato, i sorrisi e l'umore, prestandosi alle foto con i ragazzini e a qualche breve dichiarazione:"Sto lavorando", dice Kakà, " ma il dolore al piede c'è ancora" ; decisamente più ottimista ( ma a ragion veduta ?) Ronaldinho:"Magari per domenica ce la faccio". Il Gaucho non si allena con continuità da 4 settimane ed ha giocato l'ultima partita a Brema soltanto grazie ad un'infiltrazione, dunque l'ipotesi di un suo recupero in vista dell'Atalanta appare quantomeno avventata.
 

Se alle prolungate assenze dei due fantasisti brasiliani, universalmente riconosciuti ( soprattutto Kakà ) come indispensabili per l'efficacia delle manovre offensive del Milan, aggiungiamo la scomparsa di Nesta - tutt'altro che preventivata ad inizio stagione - quella di Gattuso, anima e polmone di questa squadra, e quella di Borriello - unica prima punta di ruolo a disposizione di Ancelotti, ci rendiamo conto di quanto sia ingrato processare a priori il tecnico emiliano. E' evidente che a molti tifosi rossoneri, il suo "faccione" non va più giù; è altrettanto chiaro che la società avrebbe dovuto agire diversamente in sede di mercato, dove il sentimento e il portafogli hanno avuto la meglio sulla ragione, ma fermiamoci un attimo e chiediamoci: se all'Inter togliessimo J.Cesar, Samuel, Maicon e Ibrahimovic cosa accadrebbe? Quello che è successo ieri sera a Marassi: 3-0 contro la Sampdoria e una serataccia al termine della quale è stato lo stesso Mourinho ad abbattonarsi, ammettendo:"Quando cambio squadra, perdo qualità". Mai come questa volta, non si può che essere d'accordo con lui, perchè giocare senza le pedine fondamentali è difficile per chiunque. Se poi, come accaduto a Milanello, le assenze obbligano l'allenatore a cambiare modulo - si è passati dal 4-3-2-1 al 4-4-2, che di fatto in casa Milan non si vedeva dai tempi di Capello - le conseguenze diventano veramente imprevedibili.
 

Così come i tempi di recupero dagli infortuni. Malgrado la catastrofica situazione dell'infermeria di Milanello, Galliani non ha perso occasione per elogiare l'operato di MilanLab, affermando addirittura che "il bilancio in infermeria è ottimo". Considerato che questa struttura medica - fino a qualche tempo fa ( soprattutto dopo aver recuperato un bomber di razza come Hernan Crespo ) fiore all'occhiello della società - dovrebbe prevenire gli infortuni, il che vuol dire tenere l'infermeria quanto più vuota è possibile, e accorciare i tempi di recupero, il che vuol dire essere quanto meno tra i migliori in ambito di riabilitazione e fisioterapia, perdonatemi, ma non capisco....Forza Milan!