Cambio di marcia Milan con lo Zla-Pa-Ro ma...
Un Milan diverso per un avversario diverso. La squadra mandata in campo da Massimiliano Allegri nella seconda sfida dell’Audi Cup contro l’Internacional di Porto Alegre è un prototipo di squadra che molto si avvicina a quella titolare, con Seedorf in mezzo al campo a fare da direttore d’orchestra della manovra, con i due mediani a supporto nelle figure di Ambrosini, tornato a fare lo schermo davanti ai due centrali di difesa, e Gattuso nella posizione di interno destro. Robinho torna dietro le punte, nelle vesti di rifinitore per quella che dovrebbe essere la coppia titolare di questo Milan, ossia Pato e Ibrahimovic. Ed è proprio lo svedese a sbloccare la partita dopo soli 120 secondi con un pregevole gol di tacco dopo una rapida combinazione tra Seedorf e Robinho con quest’ultimo che ha fornito a Ibra il pallone che il gigante di Malmoe deposita alle spalle di un impietrito Renan. Dall’altra parte però, c’era un Internacional che, almeno nelle prime battute di gara, anche a causa dei cambi effettuati rispetto alla sfida con il Barcellona, non ha messo mai in difficoltà la retroguardia composta da Zambrotta a destra, Yepes e Thiago Silva in mezzo e Antonini a sinistra. La sensazione data dalla formazione messa in campo da Allegri è stata quella di una squadra che, senza troppi fronzoli, sapeva già cosa fare in ogni fase, sia di possesso che di non possesso palla, con il tridente offensivo con la solita licenza di uccidere senza troppe restrizioni a livello tattico e con un Robinho ovunque negli ultimi 30 metri a testimonianza di come, forse, le ferie possono aspettare anche se, sulla prima vera occasione creata dai brasiliani, su pallone recuperato in fase difensiva con Antonini in propensione offensiva, i rossoneri prendono gol in contropiede con colpe da distribuire, in maniera equa, tra Yepes,Thiago Silva e Abbiati. Il Milan del secondo tempo, invece, punta molto sulle ripartenze e su una di queste i rossoneri sfiorano il vantaggio, al minuto 54, con Pato che, a colpo sicuro, non riesce a mettere alle spalle di Renan colpendo in pieno il palo.
Ma il Papero si fa perdonare sei minuti dopo finalizzando una splendida azione orchestrata da Ibrahimovic e rifinita da Robinho. Un concentrato di tecnica, rapidità e destrezza che ha ricordato, in qualche modo lo sviluppo dell’1-0 dello svedese con Binho al secondo assist di giornata. Il nuovo vantaggio galvanizza i tre tenori che danno spettacolo fino a quando Allegri non decide di cambiare il trio offensivo con l’inserimento di Cassano per Ibrahimovic e Boateng per Robinho. L’ultima mezz’ora vede Valoti alle spalle della coppia composta dal barese e Pato, con quest’ultimo molto vivace. Il pareggio di D'Alessandro e la lotteria dei rigori hanno sancito il quarto posto della squadra nella competizione ma, il risultato, in questo momento, conta poco. Dalla due giorni bavarese, in conclusione, si evince un Milan che, nel giro di 24 ore, ha saputo scaricare parte della preparazione e, soprattutto nella sfida odierna, ha anche messo in mostra sprazzi di gioco che non possono non far ben sperare in vista di Pechino.
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