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Cardinale sta agendo come si fa in NFL: il football americano è meraviglioso ma non è il calcio

Cardinale sta agendo come si fa in NFL: il football americano è meraviglioso ma non è il calcioMilanNews.it
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Oggi alle 14:00Primo Piano
di Francesco Finulli
Alla scoperta delle analogie con la NFL della gestione del Milan da parte di Gerry Cardinale: anche il Diavolo ha avuto il suo Black Monday

La prima settimana di fine stagione del Milan è iniziata con il botto: il licenziamento in tronco di quattro figure apicali dello schema rossonero. Cacciato l'allenatore, cacciato l'amministratore delegato, cacciati il direttore sportivo e quello dell'area tecnica. Un repulisti che, obiettivamente, non ha precedenti nella gloriosa storia rossonera, nè tantomeno in quella del calcio, non solo italiano ma addirittura europeo. Infatti, questa è una pratica tipicamente americana.

La NFL entra a Casa Milan

Se tra voi c'è qualche appassionato di NFL (la National Football League, lega professionistica di football americano negli Stati Uniti), saprà certamente che nel calendario sempre più orientato a trovare momenti di spettacolo per tenere incollati i clienti della lega al prodotto, c'è una giornata che è stata ribattezzata da tempo con il nome di "Black Monday". Si tratta del lunedì dopo l'ultimo weekend di regular season, quello in cui 14 squadre proseguiranno felici verso playoff e per le altre 18 inizia il grande tunnel della offseason. Ecco è "tradizione" che le franchigie NFL, proprio all'indomani della fine della stagione, comincino a ripulire la loro organizzazione: fioccano i licenziamenti di allenatori, coordinatori difensivi, offensivi, general managers... Vi ricorda qualcosa? Gerry Cardinale ha fatto lo stesso. Ed è la prima volta che si è visto alle nostre latitudini: rivoluzione totale con il licenziamento di tutte quelle figure che non avevano portato al risultato fissato a inizio stagione.

Il calcio è un'altra cosa

La scelta di Cardinale, per certi versi, è coraggiosa ma per molti altri è soprattutto molto rischiosa. Il motivo è molto semplice: il football americano pur essendo uno sport meraviglioso, e lo scrive chi lo segue giorno e notte dal 2011, non è il calcio. Soprattutto, non è il calcio europeo. La NFL ha una stagione corta, ha un solo vincitore e, riducendo tutto all'osso, è basata interamente sul vincere ora o mai più. Ogni squadra - teoricamente - parte con l'idea di vincere a fine anno. E se non ci riesce o non si avvicina nemmeno ai playoff, colpo di spugna e si riparte da zero. E per quanto il calcio stia andando molto di più verso la mentalità di prodotto da vendere e di un risultato da ottenere, rimane ancora uno sport più meditabondo in cui costruire qualcosa di serio richiede tempo e pazienza, ma soprattutto progetti chiari. Per non generalizzare, ovviamente va detto che esiste progettualità anche in NFL ma come dicevamo è molto più governata dalla mentalità del "win now or go home". Non è un caso che Cardinale dica sempre che voglia vincere o che per cinque anni consecutivi ha fatto cambi importanti tra dirigenza o guida tecnica: è la sua mentalità. Ma dopo 4 stagioni con RedBird al comando, con un Milan scudettato preso e portato fuori dall'Europa per due stagioni consecutive con una sola misera Supercoppa Italiana conquistata, siamo sicuri che sia la mentalità giusta per il calcio?