Coppa UEFA - La Viola trova un ex, Marco van Basten
Era viola. Passerà alla storia come una bandiera rossonera. Sul conto di Marco van Basten eravamo certi di sapere tutto o quasi. L'arrivo al Milan nell'estate 1987, la firma indelebile sui successi dell'epopea sacchiana, il talento bruciato da una caviglia malandrina e il ritiro a soli 29 anni. Eppure quello che è stato nominato "attaccante milanista del secolo" aveva già firmato per un'altra squadra prima di vendere l'anima al Diavolo. Una formazione che giovedì sera Van Basten affronterà nelle vesti di allenatore dell'Ajax, la Fiorentina. Ebbene sì. Alla vigilia della sfida di Coppa Uefa, l'ex direttore generale viola Claudio Nassi ha rivelato di essere stato il primo dirigente italiano a far siglare un contratto al Cigno di Utrecht. Clamoroso ma vero, testimoniato da un contratto tuttora in possesso dello stesso dg.
La storia non è nemmeno troppo complicata. Durante la stagione 1985/86 Nassi riceve una cassetta su un giovane centravanti dell'Ajax, se ne innamora e vola ad Amsterdam per mettere sotto contratto il giocatore. L'accordo con la società che gestisce van Basten si chiude in fretta. 4,2 miliardi di lire pagabili in tre anni e cessione dei diritti di Wim Kieft, allora al Pisa ma già acquistato dalla Fiorentina. Il totale è di 7,6 miliardi del vecchio conio. Niente male come cifra (soprattutto considerando che il Milan lo pagherà nemmeno 2 miliardi un anno dopo) ma nemmeno una follia per il potenziale del giocatore. Il 22enne olandese accetta senza problemi un contratto da 600 milioni a stagione conditi da appartamento e macchina a carico della società gigliata. L'affare è fatto. Anzi no. Perché a fine stagione Nassi rifiuta la presidenza della Fiorentina propostagli dal Conte Pontello e subito dopo lascia la Viola. Van Basten resta all'Ajax ancora un anno, prima di firmare per il Milan. In viola arriva Ramon Diaz. Kieft finisce al Torino. E la Fiorentina perde uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi.
Il destino, però, alle volte è strano. Non solo perché domani l'olandese affronterà la sua quasi-ex. Ma soprattutto perché un certo spirito fiorentino deve essere comunque rimasto nel sangue del Tulipano. In che senso? Semplice. Van Basten ha segnato il suo primo gol nel campionato italiano al debutto in rossonero. Contro una squadra nerazzurra. Non l'Inter, il Pisa.
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