Dalle difficoltà alla Nazionale, Davide Calabria è rinato insieme al Milan

01.12.2020 18:30 di Manuel Del Vecchio Twitter:    vedi letture
Dalle difficoltà alla Nazionale, Davide Calabria è rinato insieme al Milan
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Il valore di Davide Calabria sta tutto nel passaggio che mette in porta Saelemaekers in Milan-Fiorentina, nell’azione che poi ha portato al rigore del definitivo 2-0 messo a segno da Franck Kessie. Una filtrante da centrocampista puro, una giocata difficile eseguita con rapidità, convinzione e precisione che Calabria ha fatto diventare semplice, banale, scontata. Cos’altro avrebbe potuto fare il terzino rossonero in quell’occasione se non servire il folletto belga con quella palla? È quello che hanno pensato tutti durante il match contro la Viola, e questo non può che essere un merito enorme per Davide. Il suo avvio di stagione è stato così entusiasmante e convincente che ormai da lui ci si aspetta sempre la scelta giusta, il dribbling efficace, la chiusura puntuale, il passaggio vincente.

DIFFICOLTÀ – Torniamo ad un anno fa: gli stadi erano gremiti di tifosi, la Curva Sud era sempre al fianco della squadra nonostante le evidenti difficoltà e il Covid sembrava un problema relegato alle lontane terre orientali. Il nuovo Milan di Marco Giampaolo naufragava ancor prima di salpare e la scelta di Stefano Pioli come sostituto non soddisfava l’ambiente rossonero. I giocatori stentavano e non riuscivano ad avere continuità nelle prestazioni, con alcuni elementi che erano in palese difficoltà. Lungi da noi accanirsi su qualcuno, ma la fredda cronaca ci diceva che Davide Calabria era un lontano parente dell’intraprendente terzino visto a tratti sotto la gestione di Rino Gattuso. Il numero 2 ha attraversato una stagione infernale, preso di mira dai tifosi e dalla critica e con un epilogo, a detta di molti, già scritto: in estate l'unica soluzione sarebbe stata la cessione.

CARATTERE – Per un giocatore così giovane, Davide è un classe ’96, un’annata del genere sarebbe potuta essere disastrosa per la sua carriera, ma fortunatamente non è questo il caso. Mai una parola fuori posto, Calabria ha usato queste critiche (alcune giustificate, altre meno) come fonte da cui attingere. Il terzino ha usato la negatività come stimolo, riuscendo a ribaltare una situazione che sembrava irrecuperabile. Lo ha dichiarato lui stesso in una recente intervista a StarCasinò: “Lo scorso anno ho avuto dei momenti di difficoltà personali, non ho avuto troppo aiuto ma non l'ho neanche cercato. Ho cercato di non farmi influenzare dalle voci, un ragazzo di 22/23 può passare un periodo di appannamento, la squadra non stava andando bene e anche a livello personale ne risenti. Ho anche pensato se fosse il percorso giusto in quel momento, mi sono autoconvinto che non avrei dovuto mollare. Devi sbattertene ed andare per la tua strada. Nessuno mi ha regalato niente e ne sono uscito. E' uno scatto mentale che da giocatore devi avere se vuoi restare a certi livelli. Mi sto nutrendo dell'avere pressioni, sono molto contento del mio percorso post lockdown, così come quello della squadra". E ovviamente anche mister Pioli è stato fondamentale: “Col mister i primi tempi abbiamo avuto qualche discussione di troppo. Da uomini ci siamo affrontati, abbiamo discusso su quello che non andava. Dal giorno dopo siamo riusciti a creare un rapporto che è molto forte, così come quello con tutta la squadra”.

CERTEZZA – E ora le ottime prestazioni di Calabria non fanno neanche più notizia: il terzino, insieme a Saelemaekers, è uno degli uomini chiave sulla destra. Dopo la vittoria nel derby contro l’Inter, contro il Napoli e contro la Fiorentina, Davide si è tolto la soddisfazione di esordire ufficialmente con l’Italia e ha raggiunto le 100 presenze in Serie A con la maglia rossonera. È in un momento di forma fisico e mentale impeccabile, anche se parlare di momento è riduttivo: come tutto il Milan sta andando come un treno da ormai più di sette mesi. Quella che stiamo ammirando è la miglior versione del terzino, migliore anche di quando aveva stupito tutti con Rino Gattuso in panchina. Non ci si può che augurare che la sua voglia di crescere e la sua mentalità rimangano queste anche nei prossimi mesi.