Diego Laxalt, tra un accordo economico e un'ambizione da ritrovare

23.08.2019 18:00 di Luca Vendrame   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Diego Laxalt, tra un accordo economico e un'ambizione da ritrovare

Diego Laxalt e l'Atalanta si vogliono. E' chiaro e noto a tutti ormai, alle società, ai tifosi, alle terze parti. Tuttavia se la trattativa non è ancora decollata è perché c'è ancora qualcosa da limare a livello economico. Il laterale uruguaiano a Milano ha faticato non poco a vedere il campo (29 presenze la scorsa stagione con un minutaggio di circa 14 partite intere) e di motivi per andare via ne avrebbe, dalla mancanza di titolarità e lo scarso impiego, al ritrovamento col suo mentore Gasperini, passando per la Champions League che l'Atalanta giocherà proprio in quel San Siro che mai lo ha amato troppo con la casacca rossonera.

EFFETTO GASPERSON - Sarebbe la soluzione ideale per tutti: per il Milan che si libera dall'ingaggio di un giocatore che non rientra nel proprio progetto tecnico, per l'Atalanta che trova un rinforzo che l'allenatore conosce bene e sa come far rendere al meglio, nel suo ruolo ideale (che nel 352 della Dea c'è, al contrario di quanto accaduto a Milano nel 433 di Gattuso e nel 4312 di Giampaolo). Gasperini, infatti, è stato il suo primo allenatore a Genova ed è, più o meno unanimamente, considerato quale il miglior allenatore italiano in questo momento. Lavorare con un allenatore che si è preso i riflettori per il proprio modo di far giocare le sue squadre a calcio, per il fatto di esaltare i suoi giocatori e per aver rilanciato carriere che sembravano arrivate ad un punto morto, dovrebbero provocare uno stimolo che induca a cercare di riprendersi la propria carriera in mano a 26 anni, che non sono ancora troppi ma nemmeno pochi.

AMBIZIONI - Tutto verte e verterà sulle ambizioni dell'esterno uruguaiano che tanto bene fa quando veste la maglia della Celeste, quasi da esterno di centrocampo nel 442 del maestro Oscar Washington Tabarez. Voler tornare a replicare le prestazioni che sfoggia in patria anche in Serie A deve essere la prerogativa di un giocatore che si sente ancora tale, con fame e voglia di riscatto. Però l'ostacolo della richiesta di ingaggio, una richiesta economica che la Dea al momento non riesce a soddisfare. Dai suoi procuratori però continua a filtrare ottimismo per la buona riuscita dell'operazione.