Difficile non fa rima con impossibile: la differenza tra rischio ed errore
Le quotazioni di Mario Balotelli in rossonero, dopo le parole nette di Silvio Berlusconi, sembrano in irrefrenabile caduta libera. Adriano Galliani, intervistato da "Sky Sport" alla partenza per il Brasile, non ha certamente aperto all'asso bresciano, ma ha usato una terminologia decisamente diversa rispetto a quella presidenziale: "Balotelli? Credo che sia molto difficile per vari motivi, a partire da quello economico". Difficile non fa rima con impossibile, anzi, fa capire come il Milan stia effettivamente sondando per l'attaccante del Manchester City. Questo non vuol dire che SuperMario farà ritorno in Italia, ma apre un piccolo spiraglio a quello che sarebbe un grandissimo colpo da parte dei rossoneri. Ragionando sull'identikit ("Grande attaccante comunitario che ha già giocato la Champions League"), i nomi plausibili si possono contare sulla dita di una mano: Balotelli, Lewandowski (che difficilmente il Borussia lascerà partire) e David Villa (32 anni nel 2013). Rimane in piedi anche l'ipotesi Drogba che, tuttavia, resterebbe un'operazione più che inspiegabile: l'ivoriano tornerà a febbraio per via della Coppa Africa, è prossimo ai 35 anni e chiede un ingaggio vicino ai 10 milioni di euro. E ricordiamo che il Milan ha ceduto Ibrahimovic per via dello stipendio...
Forse non piacerà per via del comportamento bizzarro, ma Balotelli resta il nome più sensato di tutto il lotto: giovane, costo alto ma neanche esagerato ed estrema futuribilità. In Inghilterra il "Daily Mail" ha parlato di un'offerta di 25 milioni per l'ex nerazzurro: di fronte ad una cifra simile, difficilmente la dirigenza del City si opporrebbe. Consideriamo che il Diavolo dovrà sostituire un ventitreenne ed un ventottenne: farlo con un over 30 sarebbe illogico sia a livello filosofico sia a livello economico, tenendo conto dell'investimento "a perdere". Acquisire Balotelli potrà anche essere un rischio, ma con buone possibilità di riuscita. Puntare su un giocatore quasi a fine carriera sarebbe soltanto un errore, visto che nel giro di un anno o due si riproporrebbe il problema di rimpiazzarlo, ma senza più i soldi derivanti dalle cessioni di Pato e Robinho.

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