E' stata anche la vittoria della strategia
La vittoria di sabato contro l’Inter nel primo, storico, derby disputato in una finale di Supercoppa di Lega e a Pechino, è figlia non solo del grande secondo tempo messo in mostra dalla squadra di Massimiliano Allegri, brava a reggere l’urto iniziale dei neroazzurri schierati con un modulo nuovo che, obiettivamente, ha lasciato un attimo sorpresi tutti, ma anche dell’organizzazione societaria e della strategia vincente della stessa che, non appena se n’è presentata l’occasione, ha fatto rientrare dall’ Argentina, sede della Copa America di quest’anno, i propri giocatori sudamericani che, alla luce dei fatti, escluso Yepes che non è sceso in campo, sono risultati decisivi per la conquista del trofeo numero 28 dell’era Berlusconi, perché le vittorie vanno viste nella loro totalità e non nella parzialità solo per cercare ipotetici agganci che sono bel lontani dall’essere effettuati. L’Inter, dal canto suo, è stata costretta dagli eventi a far tornare indietro prima Julio Cesar per i problemi accorsi a Viviano e, successivamente, per la mancanza di piena fiducia in Castellazzi, e successivamente capitan Zanetti, fatto imbarcare in fetta e furia alla volta della Cina mentre era in vacanza.
L’aver rinunciato a gente del calibro di Cambiasso, Maicon, Lucio e Milito è stato, forse, un atto di presunzione da parte dei vertici di corso Vittorio Emanuele che, probabilmente, non tenevano a questa stracittadina orientale così come ci teneva il Milan. A volte, nella vita come nel calcio, la differenza la fanno proprio i dettagli.
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