Galliani, il terzo posto e l'incubo suicidio

Galliani, il terzo posto e l'incubo suicidioMilanNews.it
© foto di Giacomo Morini
martedì 27 aprile 2010, 17:30Primo Piano
di Salvatore Trovato

"Sarebbe un suicidio perdere il terzo posto". Frase semplice, quasi scontata, per certi versi di quelle con l'etichetta "...di circostanza". Invece, a conti fatti, queste emblematiche parole hanno tanto il sapore dell'avvertimento, un monito a tutti gli effetti, una svegliata in piena regola. Adriano Galliani ha provato a spronare così l'ambiente, richiamando tutti alla massima attenzione, mettendo in guardia squadra e tecnico da probabili sindromi da rilassamento anticipato, anche perché, alle spalle, ci sono giusto un paio di predatori in salute, uno blucerchiato, l'altro dal rosa intenso, pronti a fagocitare un Milan stordito, per un sogno chiamato Europa che conta.

Insomma, a tre giornate dalla fine, si rischia il tracollo, dopo aver sfiorato il cielo con un dito. La terza piazza, in soldoni, diventa un obiettivo di vitale importanza, sia per il prestigio che, soprattutto, per il futuro: centrare la Champions senza passare dallo scoglio del preliminare, per riuscire a programmare un mercato già complicato di suo, senza però dover aspettare la certezza della partecipazione alla massima competizione continentale. Occhio al suicidio, dunque, anche perché i sostenitori rossoneri non hanno più occhi per piangere.