Galliani: "Non eravamo morti prima, non siamo fenomeni adesso"
Ecco le brevi, sommarie, dichiarazioni di Adriano Galliani, questa mattina, poco prima di entrare in Lega Calcio: "Il nostro morale e il nostro umore sono sempre stati buoni, sono i giudizi dei media che cambiano a seconda dell'1-2 o del 2-1...Non eravamo morti prima e non siamo fenomeni adesso. Quello di oggi è il Milan, quello in cui credevamo e in cui crediamo. Basta un risultato per cambiare completamente il giudizio e questo lo trovo poco equilibrato. Ma non voglio parlare di queste cose. Il derby? Ma siamo alla seconda giornata...non può essere decisivo...Mourinho? E' un furbacchione e lo dico senza cattiveria, naturalmente. Il rumore dei nemici è normale, quando vinci qualche nemico ce l'hai, ma va bene averne". Le altre dichiarazioni, partendo dal trattamento subito da Pato a Siena: "Credo che gli arbitri debbano tutelare i giocatori in generale, non solo quelli di talento.
Gli arbitri secondo me devono essere molto rigidi se un giocatore picchia un altro giocatore e più comprensivi su altre cose. Altrimenti uno viene picchiato regolarmente, ha un minimo di reazione e viene ammonito. Ma non voglio certo innescare polemiche su questo argomento. La tessera del Tifoso? Ognuno è libero di esprimere la propria opinione, per cui rispetto per tutti. La posizione del Milan è chiara, siamo stati i primi un anno fa a realizzare la tessera del Tifoso. Mi sembra uno strumento perfettibile ma che va nel senso di portare una atmosfera migliore all'interno dei nostri stadi. ma mi sembra altrettanto giusto che ciascuno esprima la propria opinione".
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