Gazzetta - Kakà: "Derby al Milan, il fattore Rino conta. Piatek e Paquetà sono forti, ma niente paragoni"

Gazzetta - Kakà: "Derby al Milan, il fattore Rino conta. Piatek e Paquetà sono forti, ma niente paragoni"MilanNews.it
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
domenica 17 marzo 2019, 10:01Primo Piano
di Salvatore Trovato

Chi vince il derby? "Il Milan. Segnano Piatek e Paquetà". Altro che scaramanzia: Ricardo Kakà non ha dubbi e punta tutto sui rossoneri. In vista del derby, La Gazzetta dello Sport ha intervistato l’ex fuoriclasse rossonero, uno che, nel corso della sua carriera, ha dato parecchi dispiaceri all’Inter.

"Ci vorrà tempo - ha dichiarato il brasiliano - però si può parlare di un Rinascimento della Milano del calcio. L’Inter era già tornata in Champions, anche se poi non è andata bene, il Milan è terzo. È già qualcosa, un bene per tutti e due. La Juve è lontana, però Leo e Maldini stanno lavorando bene. La squadra sta crescendo con una spesa molto relativa. È importante tornare in salute economicamente". Merito della proprietà e della dirigenza, dunque, ma anche di un allenatore che ha saputo dare una precisa identità alla squadra: "Quanto conta il fattore Gattuso? Moltissimo e si è visto nei momenti difficili. Rino ha il dna rossonero e se torna in Champions League è perfetto".

E poi ci sono Piatek e Paquetà. Il primo è stato paragonato a Shevchenko, il secondo proprio a Kakà. Ma Ricky frena: "Piatek è forte, è un bomber, ma paragonare è nocivo. Quello che impressiona di Piatek è che sia sempre al posto giusto nel momento giusto. È veramente un bell’acquisto. Se mi rivedo in Paquetà? Ripeto, i paragoni non mi piacciono, non sono giusti. Ma è bella la scelta di tutti e due, la sua di venire al Milan da giovane e quella del Milan che lo ha preso. La sua strada è in Europa, Leo sarà importante per lui quanto lo è stato per me. E poi è un brasiliano, questo ricrea passione fra il Brasile e il Milan. Mi fa doppiamente piacere che Paquetà faccia cose belle con il Milan perché mi fa ricordare i miei anni lì. Paquetà e Piatek si costruiranno una loro storia, non devono pensare a quelle degli altri".