Giroud eterno giovane: Olivier mette in difficoltà il Milan. Il punto sul futuro
Bonjour Mesdames et Messieurs, ici c’est Milan. Nessun errore, siamo ancora in Italia ma il Milan parla francese ora più che mai. Tre gol alla Roma, tre marcatori diversi e tutti e tre transalpini. Se per Yacine Adli è stato il primo sigillo in rossonero, Theo Hernandez invece ha registrato il 50º contributo al gol da quando è al Milan. In mezzo alle loro due marcature, il solito Olivier Giroud: 37 anni suonati e 10 gol e 6 assist in 20 giornate di campionato. O, per essere più precisi, 10 gol e 6 assist in 1.278 minuti giocati, che corrispondono al minutaggio di 14 partite. Sì, nessun errore: 16 contributi al gol col minutaggio di 14 partite, a 37 anni. Olivier Giroud è immortale, lo si è capito e lo sta dimostrando stagione dopo stagione. Pochi calciatori riescono ad essere affidabili come il numero 9 ex Chelsea e Arsenal. E alla luce di questo status di highlander, forse per il 9 del futuro del Milan potrebbero aprirsi scenari differenti.
L’ATTACCANTE DEL PRESENTE CHE ACCOMPAGNA QUELLO DEL FUTURO
Da un po’ di tempo si accostano al Milan più nomi relativi al ruolo di centravanti, con i rossoneri che vorrebbero trovare un degno sostituto di Olivier Giroud quando il transalpino sentirà arrivare il momento di dire basta. Il nome più caldo negli ultimi periodi è quello di Jonathan David, del Lille, ma adesso a Milanello è lecito valutare ogni tipo di soluzione. Una di esse vede in Giroud una garanzia, il classico “usato sicuro”, mentre Jovic sta dimostrando che il ragazzo visto a Francoforte non si sia perso nel tragitto che lo aveva portato a Madrid. E nell’attesa di veder crescere Camarda, che già ha assaggiato il calcio “dei grandi” e che è destinato ad indossare spesso la maglia rossonera, il Milan potrebbe protrarre l’impiego della staffetta Giroud-Jovic (anche ed eventualmente a gerarchie invertite), potendo concentrare gli investimenti in altre zone del campo e facendo crescere con serenità e senza eccessive pressioni un ragazzino col potenziale da fenomeno, ma che ragazzino rimane e che in quanto tale ha bisogno di crescere coi suoi ritmi e con le sue possibilità di sbagliare. Tanto, se non tutto, verrà deciso nel corso del girone di ritorno, e se le risposte di chi scenderà in campo continueranno ad essere quelle che si sono viste in questo ultimo periodo, per Giorgio Furlani non sarà affatto semplice prendere una decisione a fine stagione.
Di Luca Vendrame

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