Hamsik-San Siro e il paloscenico della maturità

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mercoledì 29 giugno 2011, 14:00Primo Piano
di Pietro Mazzara

Se lo chiamano la “Scala del Calcio” un motivo ci sarà. Proprio come il celebre palco del teatro “Alla Scala” di Milano, il verde prato dello stadio milanese e il suo pubblico, sono da sempre dei giudici molto severi e, spesso, inflessibili che non consentono, a chi viene spacciato per presunto campione, seconde possibilità. Siano essi giocatori con la maglia rossonera che avversari, non c’è scampo perché Milano, sia che si parli della sponda rossonera che neroazzurra, ha sempre decretato la consacrazione di numerosi giocatori arrivati come ottimi e diventati, successivamente, campioni.

Marek Hamsik, in questi anni di Napoli, nelle sue apparizioni milanesi, non ha mai inciso e i risultati degli azzurri, negli scontri diretti conto le squadre meneghine, sono stati molto mesti, soprattutto nell’ultima stagione dove la gara di San Siro rappresentavano degli snodi cruciali per l’ipotetica rincorsa scudetto partenopea, divenuta tale più per defaiance del Milan, ridotto all’osso della rosa per gli infortuni. Probabilmente lo slovacco, che si porta dietro un piazza caldissima come quella del San Paolo, potrebbe avere meno difficoltà rispetto a Gilardino, esempio emblematico di giocatore che non ha retto la pressione, e Gourcuff, fregato dalla sua spocchiosità che fece imbestialire la platea. I palati raffinati, probabilmente, non gradiranno il suo eventuale arrivo, con Ganso e Fabregas ampiamente preferiti allo slovacco che, però, in questo momento sembra essere in pole.