I meriti di Allegri

I meriti di AllegriMilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 7 dicembre 2010, 11:00Primo Piano
di Pietro Mazzara

In silenzio si è preso il Milan, senza mai alzare i toni si è guadagnato il rispetto dello spogliatoio, la stima dei tifosi e la fiducia della società. Adesso nessuno storce più il naso su Massimiliano Allegri, un antieroe che ha dimostrato di meritare la panchina rossonera e non per il “physique du role” o la pettinatura. Fatti non parole, al tecnico livornese piace parlare sul campo, e il campo dice che dopo 15 giornate il suo Milan, a più dieci sull’Inter, guarda tutti dall’alto in Italia e si è qualificato agli ottavi di Champions con una giornata di anticipo. Non è solo merito di Ibrahimovic, c’è tanto Allegri in questo Milan che sta facendo sognare i tifosi innamorati come ai tempi di Ancelotti. Inzaghi e altri senatori lo hanno detto da subito: Allegri ricorda molto il tecnico emiliano che aveva portato il Milan sul tetto del mondo. Sa farsi apprezzare dai giocatori perchè essendo stato uno di loro, sa come trattarli: dialogo e collaborazione, quando c’è da urlare lo fa, ma sempre al momento giusto dicono Ibra e compagni. Qualcuno pensava che non fosse da Milan perché prima dei rossoneri aveva guidato soltanto squadre piccole, ma i fatti stanno dando ragione a chi lo paragonava a Sacchi, arrivato al Milan dopo l’esperienza in C e in B col Parma. Una scalata graduale quella di Allegri, senza scorciatoie nonostante il passato da calciatore.

Ispirandosi al maestro Galeone ha portato per la prima volta nella storia il Sassuolo in B conquistando la “Panchina d’Oro” che poi ha strappato a Mourinho grazie al gioco spumeggiante regalato al Cagliari. Dopo aver tenuto testa a Cellino che lo ha esonerato e ha fatto di tutto per evitare il suo passaggio al Milan, Allegri ha saputo reggere la pressione di un presidente come Berlusconi che al primo giorno di raduno lo ha definito bello, non bravo, prendendosi tutta la scena di fronte alla stampa. Allegri non ha riposto, come aveva fatto con Cellino, ma in silenzio ha fatto fuori Ronaldinho, il cocco di Berlusconi e ha costruito il Milan dei mediani. Meno fumo più arrosto, meno samba più punti. Boateng trequartista è stata l’ultima mossa vincente nel 3-0 sul Brescia. Come sono lontane le critiche dopo la sconfitta del Bernabeu quando il confronto con Mourinho era sembrato impietoso. Allegri è diventato speciale senza fare la guerra a nessuno…