Ibra, Binho e Seedorf: in Europa è un ritorno alle origini
Zlatan Ibrahimovic, Robinho e, soprattutto, Clarence Seedorf: un destino di Champions incrociato, in quello che si presenterà come il "girone degli ex". Il centrocampista olandese, dalla sua, ha una storia assolutamente grandiosa con i club sorteggiati con il Milan dall'urna di Nyon: l'Ajax, con cui vinse la competizione europea nel 1995 (proprio ai danni dei rossoneri), e il Real Madrid, team con il quale bissò il successo in Coppa dei Campioni, sconfiggendo la Juventus nel 1998, proprio nello stadio dei lanceri olandesi, l'Amsterdam Arena. La storia di Seedorf, come ha lui stesso recentemente raccontato a Milan Channel, ha anche un forte legame con l'Auxerre, altra avversaria per il Milan nella massima competizione europea: "Quando ho visto il sorteggio ho riso per dieci minuti perché l’Auxerre è stata la squadra con cui ho sostenuto il mio primo Quarto di Finale internazionale. Quando indossavo la maglia dell’Ajax, avevo sedici anni, e sono entrato dopo soli cinque minuti perché qualcuno si è fatto male e ho giocato quasi novanta minuti". Destino incrociato anche per i due nuovi acquisti rossoneri: Ibrahimovic e Robinho. Lo svedese, infatti, ha calcato la roccaforte di Amsterdam, indossando la gloriosa maglia dell'Ajax.
Nella stagione 2002/03 e in quella successiva, inoltre, Ibra ha affrontato il Milan in due occasioni con la maglia biancorossa: nel Quarto di Finale del 2003, quando il gol in extremis di Inzaghi/Tomasson regalò la qualificazione ai futuri Campioni d'Europa e, una stagione più tardi, nel girone di Champions, con la celebre duplice parata di Nelson Dida nel finale. Passato intenso anche per Robinho che, nel doppio confronto tra ottobre e novembre, andrà ad incontrare i suoi vecchi compagni del Real Madrid, con cui vinse la Liga in due occasioni. Il brasiliano tuttavia, stando alle sue recenti dichiarazioni, non sembra essersi lasciato in maniera idilliaca con le Merengues: "Non mi aspetto un'accoglienza come quella riservata a Ronaldinho a Barcellona (al Trofeo Gamper ndr). Non ho bisogno di vendette ma, qualora dovessi segnare al Bernabeu, non rinuncerei certo a esultare". Un girone difficile, dai densi significati e dalle grandi tradizioni: un girone da Milan.
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