Il divario che cresce. Wenger:"E' questione di spirito"

Il divario che cresce. Wenger:"E' questione di spirito"MilanNews.it
giovedì 12 marzo 2009, 10:00Primo Piano
di Francesco Somma

Ci era già riuscito l'anno scorso, proprio contro il nostro Milan, a buttar fuori un'italiana dall'Europa che conta. Arsene Wenger non ha fallito neppure stavolta, contro la Roma: i suoi ragazzi terribili si sono trovati di fronte un avversario degno e volenteroso, ma alla fine, nella lotteria dei rigori, hanno avuto la meglio, frustrando anche le ultime speranze tricolori di vincere almeno un terzo della sfida contro gli inglesi. Invece no: a distanza di un anno siamo di nuovo qui a parlare di una sconfitta amara, quella del calcio italiano contro quello d'Oltremanica. Perchè, per quanto si possa essere ovviamente delusi e rammaricati per le assenze e gli incerottati ( vedi Roma e Juve ), per quanto si possa esser convinti di aver vinto, pur avendo perso senza segnare un gol in 180 minuti ( vedi Inter ), i verdetti del campo parlano chiaro: tra "noi" e "loro" il divario, anzichè diminuire, aumenta. Che ci sia una differenza di preparazione atletica, lo capirebbe anche un bambino di 2 anni, e il match che più di tutti ha evidenziato questo aspetto  è stato quello della Roma. I giallorossi, ai quali, viste le occasioni sprecate, l'1-0 maturato al termine dei tempi regolamentari sta anche stretto, sono però arrivati ai tempi supplementari senza una goccia di benzina nelle gambe, laddove i laterali dell'Arsenal avevano ancora fiato per le sovrapposizioni.

Dopo la gara, proprio il tecnico dei Gunners, Arsene Wenger, si sofferma sul "gap" tra le due culture calcistiche:"Voglio fare i complimenti alla Roma. Non mi aspettavo una Roma così attenta in difesa. Abbiamo fatto molta fatica".
Quanta differenza c'è tra il calcio italiano e quello inglese?
"Non c'è grande differenza. Forse nello spirito. Noi inglesi siamo più reattivi forse, come abbiamo dimostrato questa sera".