Il gol di Adli è la vittoria del popolo. Essere “da Milan” ancor prima di essere considerato un titolare
Comprato per 10 milioni versati al Bordeaux nell’estate 2021, ma ha raggiunto il Milan soltanto nell’estate 2022, Yacine Adli ha giocato poco, pochissimo e a intermittenza. Centellinato, sempre. Ma ha sempre fatto gruppo con i nuovi arrivati, spesso arrivati dopo di lui e che hanno avuto più possibilità di giocare di lui. Ma lui non vive di invidie, fa gruppo e ha in testa il bene della squadra. 140 minuti in 6 presenze il primo anno, 531 minuti in 10 partite, invece, quest’anno. Un leggero miglioramento c’è, però non è ancora tanto, non può ritenersi un bottino soddisfacente, eppure Adli non si è mai lamentato.
Mai una parola fuori posto, mai una mezza polemica, mai il pensiero di andarsene via. Anzi: ha sempre espresso amore per i colori rossoneri, non ha mai nascosto l’attaccamento alla maglia, ci ha sempre messo la faccia andando sotto la curva quando si è incappati in risultati frustranti, anche quando senza colpe o addirittura senza essere sceso in campo. Lui ha sempre respirato milanismo, ha detto di amare questo club e ha continuato a lavorare seriamente, per farsi trovare pronto. Domenica sera, l’occasione perfetta: partita di cartello, titolarità in mezzo al campo e tanta tecnica al servizio della squadra. Poi, ecco il minuto 11: dribbling elegante, tiro dolce e gol. Un urlo di liberazione e i baci verso i tifosi di casa. Yacine Adli ce l’ha fatta e con lui tutti i tifosi che lo hanno sostenuto a lungo nel corso di quest’ultimo anno e mezzo.
COME LO AVESSE FATTO UNO DI NOI, TOLTO UN PESO
Alzi la mano chi non ha preso in simpatia Yacine Adli ancor prima che scendesse in campo a dire la sua. Un giocatore dotato di indubbio talento, che si è messo a disposizione della squadra con una professionalità di un livello tale da poter accettare pure di essere impiegato poco o niente, purché ciò accada con i colori del Milan addosso. Il sentiment è quello di un ultrà che ha la possibilità di allenarsi e scendere in campo con la squadra. Lapalissiano dire che un giocatore così, a prescindere da quanto siano la sua cifra tecnica e il suo valore di mercato, entri dritto nel cuore, anche perché non è da tutti mettere a rischio la propria crescita (e quindi anche il futuro della propria carriera) pur di restare nella squadra in cui vorresti restare.
Il primo gol in rossonero, che corrisponde anche al primo gol in Serie A, è una gioia che sa tanto anche di un peso enorme che si è tolto di dosso. Il peso di chi ha sempre da dover dimostrare di essere un giocatore “da Milan”, ancor prima di essere considerato un titolare. Un giocatore giovane, con un’autostima in costruzione e una carriera davanti a sé che può portarlo a togliersi grandissime soddisfazioni. Alcune di esse, magari, con la Curva Sud pronta a cantare il suo nome, magari dopo altre esultanze come quella di domenica sera.
di Luca Vendrame

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