Il Milan e lattacco che non cè
Filippo Inzaghi, 37 anni compiuti, è probabilmente il vero punto fisso dell’attacco 2010-2011 del Milan. Lui, nonostante l’età che avanza e la poca considerazione ricevuta lo scorso anno da Leonardo, è forse l’unico vero bomber docg del Milan, la cui certezza si fonda su una costanza di rendimento negli anni. Quella che può sembrare una provocazione, nella realtà non è nient’altro che uno spunto di riflessione, ma procediamo per gradi. Partiamo da Pato, probabilmente il più talentuoso giocatore del campionato italiano; è vero, ha appena 21 anni (li compierà a settembre), ma le sue prestazione, sebbene talvolta impressionanti, non si sono ancora rivelate una certezza, complice una serie preoccupante di infortuni. Lo score del papero parla chiaro: 41 gol in 92 presenze con il Milan è senza dubbio sinonimo di grande potenziale, ma l’ultima stagione, quella che doveva essere dell’esplosione, ha visto una preoccupante involuzione a livello di tenuta fisica. Resta da capire se si tratta di routine derivante dallo sviluppo del fisico (si pensi al caso Messi, falcidiato dagli infortuni da giovanissimo, per poi regalare una costanza impressionante di forma) o di fragilità cronica; un quesito che potrebbe determinare il futuro di un campione annunciato.
Passiamo poi a Marco Borriello. Il giocatore campano ha dalla sua una indubitabile capacità di far gioco e far salire la squadra, caratteristica che l’ha reso punto fisso di diversi allenatore. Sussiste però un problema, non di poco conto per un centravanti: quello del gol, specie nei match decisivi. Marco, che oggi ha 28 anni, in tutta la sua carriera ha collezionato un record di gol in campionato pari a 19 (ben lontano dai classici standard dei top scorer internazionali) nella stagione genoana, con 16 gol in 52 presenze totali nel Milan. Oltretutto normalmente il bottino di marcature è frutto di doppiette e triplette a squadre tipicamente di seconda fascia, mentre manca una vera determinazione nelle sfide cruciali; a tal riguardo è emblematico il dato di 3 gol in 14 presenze in Coppa Campioni. Ora, giunta effettivamente la maturità fisica e mentale, non ci si può non aspettare un decisivo passo in avanti per far sì che Marco si imponga definitivamente sul piano nazionale ed internazionale.
Infine c’è lui Klaas-Jan Huntelaar, più giovane di Borriello di un anno. Rispetto al bomber campano, l’olandese è senza dubbio dotato di un maggiore fiuto del gol; dove è andato, Milan compreso, ha saputo sempre regalare un ottimo rapporto marcature /presenze (228 presenze nelle squadre in cui ha militato condite da 151 goal relativi). Il vero problema è, neanche a dirlo, la poca duttilità tecnica del giocatore; un elemento che, in una squadra dove risulta fondamentale la tattica più che l’esplosività fisica, risulta un sicuro handicap. Ciò detto non rimane che attendere il nuovo corso del centrocampo rossonero; il principe Boateng potrebbe levare dall’impiccio della quantità molti giocatori.
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