"Il Milan è una squadra che detesta correre all'indietro". Le difficoltà difensive dei rossoneri, tra scelte e caratteristiche
L'attacco del Milan è in linea con le ambizioni e le aspettative di club e tifosi (il secondo del campionato), la difesa assolutamente no. La retroguardia dei rossoneri, con 25 gol subiti in Serie A, è all'ottavo posto a pari merito col Napoli: numeri da squadra da metà classifica, neanche da Europa League. Soprattutto contando che Inter e Juventus, prima e seconda della classe, ne hanno presi rispettivamente 10 e 13: praticamente la metà.
A cosa possiamo ricondurre i motivi? È davvero una questione di singoli e/o di infortuni? C'è davvero bisogno di usare l'alibi dell'assenza contemporanea di Kalulu, Thiaw e Tomori? È necessario chiedere a gran voce un nuovo centrale avendo in casa il classe 2005 Simic, che in Serie A ha dimostrato di non sfigurare per stare bassi? Oppure la causa principe è da ricondurre al modo di stare in campo del Milan? Un "high risk/high rewards" che al momento sta dando più rischi che ricompense. Secondo i dati di Math&Sport, che ha misura la lunghezza e la larghezza media delle prime tre in Serie A, il Milan risulta essere la squadra con più distanza tra reparti e giocatori: 36 m di lunghezza media e 39 di larghezza. Per fare un esempio, l’Inter “misura” 24 e 36, la Juventus 22 e 33. La chiave di volta sta qui.
Ovviamente sono scelte, non esiste un modo adatto a prescindere. Ma era lampante l'anno scorso ed è chiaro anche quest'anno: il Milan attacca bene e crea tantissimo, ma allo stesso tempo soffre maledettamente quando gli avversari saltano la prima linea di pressing, trovandosi con praterie da attaccare. Nei giorni scorsi parlavamo su Twitch (siamo in diretta dalle 17 alle 19 ogni lunedì, mercoledì e venerdì) di come i giocatori avessero quasi fastidio a fare la fase difensiva (ultimo esempio il gol preso nel recupero contro il Bologna), evitando il sacrificio e la corsa all'indietro.
A dare man forte a questa tesi c'è anche l'ottimo Stefano Borghi, noto telecronista di DAZN che ospite a "Cronache di Spogliatoio" ne parla così: "Il vero problema tecnico-tattico del Milan di quest’anno è proprio questa lunghezza. Il Milan è una squadra che, per caratteristiche dei suoi giocatori, detesta correre all’indietro. La Juve può correre all’indietro ma non lo fa perché di solito aspetta abbastanza in basso, l’Inter può correre all’indietro. Il Milan non dovrebbe correre all’indietro perché non è nella natura dei suoi giocatori. A volte è costretto a farlo un po’ perché è da implementare il progetto di gioco, un po’ perché andrebbe migliorata la fase di pressing”.
Ovviamente non vogliamo essere irrispettosi nei confronti del lavoro di mister Pioli, ma la sensazione che si ha vedendo il Milan degli ultimi dodici mesi è quella spiegata nelle righe precedenti. Magari con qualche piccola accortezza ed esasperando di meno alcuni concetti si potrebbe trovare un equilibrio ideale che anni addietro aveva reso la squadra una macchina da pressing, oltre che vincente.

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