MN - Amorim: "Domani non è che dobbiamo vincere, abbiamo bisogno di vincere. In questo momento Leao non è importante, solo la partita di domani"
Amici e amiche di MilanNews.it, ben ritorovati! Finalmente torna il calcio giocato ed il Milan è nel pieno di un'altra rivoluzione. Nuovo allenatore, nuovi giocatori, nuova squadra dirigenziale e anche un "nuovo" proprietario, almeno nel comportamento e nelle intenzioni. La Serie A 2026/27 dei rossoneri comincerà da Torino contro il Torino, in una sfida che vedrà il ritorno - da avversari - di Ignazio Abate.
Prima partita di campionato per Ruben Amorim, e questo vuol dire che ci sarà anche la sua prima conferenza alla vigilia di un impegno ufficiale: rimanete con il nostro live testuale perché a breve il tecnico portoghese prenderà parola dalla sala stampa di Milanello per presentare la sfida dello stadio Olimpico Grande Torino.
13.30 - Comincia la conferenza stampa di Ruben Amorim alla vigilia di Torino-Milan
A ferragosto è toccato ad Amorim affrontare una sua ex squadra, domani toccherà ad Abate...
"Prima di tutto, buongiorno a tutti. So che Abate ha giocato nel Milan e ha giocato un sacco di partite importante nel nostro club. Sa bene che al Milan bisogna vincere tutte le partite e farà leva su questo. Noi vogliamo vincerle tutte. Non è che dobbiamo vincere, abbiamo bisogno di vincere. Sarà difficile, una partita differente dallo United, è molto difficile giocare in Italia. Abate conosce bene il calcio italiano, io sono agli inizi ma so cosa affronteremo domani. Lui sarà pronto e noi saremo pronti. Sarà una partita bella da guardare, so che vuole un giocare un certo tipo di calcio".
Che emozioni hai per l'esordio in Italia?
"La pressione per me è sempre la stessa, anche quando giochiamo in amichevole: sono da sempre nervoso, da allenatore sei giudicato ogni giorno. Sono davvero contento di essere qui, ho fiducia nei miei giocatori, sono contento dei miei giocatori. Lavorano duro. Quando un allenatore vede un gruppo di giocatori che diventa squadra allora prende fiducia. Come allenatore ho piena fiducia nella mia rosa. Non vedo l'ora, ma sono anche ansioso: ogni allenatore al mondo deve vincere ogni partita".
Quanto Milan di Amorim vedremo domani? Quanto è cambiata questa squadra rispetto all'anno scorso?
"La cosa importante è che dovremo essere il Milan, non il Milan di Amorim o Allegri. Ognuno deve pensare all'interesse comune per il bene della squadra. Dobbiamo pensare da squadra.. Poi proveremo a far vedere una squadra offensiva, che ha tanto possesso palla, una squadra che porta tanti giocatori in area: penso che si vedrà già da domani. Voglio un Milan che difenda bene, come il Milan di Allegri l'anno scorso. Ci sono dei principi che voglio vedere come l'anno scorso, ma per altre cose saremo diversi, come alcuni giocatori in ruoli diversi. Ovviamente domani non vedremo il prodotto finale: abbiamo bisogno di creare una cultura per fare una famiglia, per fare un percorso e diventare un gruppo. Qualche differenza ci sarà già da domani, ma non aspettatevi il prodotto finale già da domani".
Quali sono le squadre da battere? Dove mette il Milan in un'ipotetica griglia?
"L'anno scorso quando ho visto il Milan, ho visto una squadra che contro le big come l'Inter andava veramente bene, mentre calava di concentrazione contro le "piccole". Per me in questo momento il Torino è la migliore squadra al mondo. Ci serve mentalità, dobbiamo dimostrare tutto in campo. I tifosi si aspettano che battiamo il Torino, io voglio che la mia squadra lo dimostri in campo. L'Inter è la squadra più preparata, con un'identità che parte fin da Simone Inzaghi. Poi c'è Gasperini che conosce tutto del campionato. Poi la velocità, la forza del Como, la loro libertà: loro non hanno la responsabilità. Noi ce l'abbiamo, e può essere pesante per i giocatori. Poi c'è l'Atalanta con Sarri... L'anno scorso abbiamo perso la Champions contro il Cagliari in casa, è un campionato difficile. Per me esiste solo il Torino e Abate. Dovremo vincere col Torino e poi penseremo alla prossima".
Ha capito quanto è importante per i tifosi l'obiettivo seconda stella? Punta ancora a questo obiettivo? C'è un gap tra Milan ed Inter?
"Il nostro obiettivo è sempre di vincere il campionato. Non so quanto ci metteremo, ma la nostra mentalità deve essere questa perché i tifosi vogliono vincere a prescindere dal contesto. C'è distanza tra noi e l'Inter: dobbiamo essere onesti con i tifosi e con noi stessi, anche se può essere duro constatare la realtà. Poi partiremo tutti dallo stesso numero di punti, possiamo vincere ogni partita e penseremo partita per partita".
Che Milan ci dobbiamo aspettare? Un Milan d'attacco? Cosa vedremo di nuovo?
"La cosa più importante è che il Milan sia una squadra in ogni momento della partita. Se dobbiamo difenderci in area, tutti difenderemo in area. Se dovremo attaccare, attacheremo. Il nostro club, la nostra storia, vuole una squadra che domina la partita, sarà il nostro obiettivo. Dobbiamo fare tutto da squadra. Non so che partita faremo domani, non so se avremo tanto il possesso come contro lo United, ma la cosa più importante è che tutti capiscano cosa c'è da fare per vincere".
Ci puoi fare chiarezza su Leao, la sua situazione e il suo futuro?
"Rafa in questo momento non è importante. È importante la partita di domani. Non è pronto per giocare, ma è un nostro giocatore. Tutti gli altri sono pronti. Non ho news sui giocatori in uscita. L'importante è vincere domani. Leao non ci sarà domani, vedremo in futuro".
Che club hai trovato dal punto di vista dell'organizzazione?
"Fin dal primo momento è che c'è una grande organizzazione. Tutti sono pronti per portare il club nel posto giusto. Ora sta a me e ai giocatori far salire il livello. Tutto il resto c'è. Tutto è ben organizzato. C'è tutto. In questo momento il lavoro del coach e dei giocatori è di riportare il club dove merita".
Si aspetta utleriori rinforzi dal mercato?
"Non è la cosa più importante ora. Sento che i giocatori che abbiamo preso sono calciatori costosi ma che hanno grande qualità ma anche grande margine per crescere: è una cosa importante all'inizio del progetto. Dobbiamo diventare una vera squadra, una famiglia. Si cercano qualità tecniche te tutto, ma questa è la cosa più importante, che può nascondere anche tanti difetti. Non è tanto la qualità che conta, ma essere squadra in questo momento. Con le nostre prestazioni dobbiamo dimostrare ai tifosi che vogliamo tornare ad essere una grande squadra. Dobbiamo far vedere questo senso di famiglia, di combattere in ogni momento, in ogni partita. Vincono i migliori giocatori? No, vince la squadra migliore. Dobbiamo capire che giochiamo in un club che porta grandi responsabilità. La cosa più importante in questo momento è di migliorare in quanto squadre".

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