Cardinale a Il Sole 24 Ore: "Il Milan era al vertice: cosa è successo? Il calcio italiano deve innovare, c'è paura di cambiare"
Il proprietario del Milan, il manager americano Gerry Cardinale, è stato tra i principali promotori della maxi-operazione finanziaria che ha portato alla creazione di Skydance-Paramount che poi ha acquisito successivamente Warner Bros. Discovery. In questo scenario RedBird di Cardinale ha investito 1,8 miliardi di dollari e lo stesso numero uno rossonero fa parte del CdA insieme a David Ellison, principale alleato in questa operazione. Per parlare dei risvolti che questa operazione avrà sia nell'industria del cinema che nei progetti sportivi con il Milan di RedBird, il proprietario Gerry Cardinale è stato intervistato da Il Sole 24 Ore.
CARDINALE: IL CALCIO ITALIANO DEVE INNOVARE, IN ITALIA HANNO PAURA DEL CAMBIAMENTO
Nella prima parte dell'intervista, Gerry Cardinale parla dell'operazione e degli obiettivi nel campo dell'entertainment, in relazione soprattutto alla competizione con Netflix. L'appiglio con il mondo del calcio è costituito dal tema dei diritti televisivi: gli viene chiesto se in qualche modo il nuovo gruppo Skydance potrà entrare nella corsa alla Serie A. La risposta di Cardinale è attendista: "Vedremo. Non lo so ancora. Credo che Dazn faccia un ottimo lavoro. Ma tutto è possibile. Abbiamo molto da fare e molte priorità su cui concentrarci prima di pensare a questo". Quindi viene messo in mezzo il Milan e come questa operazione di RedBird può impattare sull'universo rossonero: "La Serie A era la Premier League. Il Milan era al vertice. Che cosa è successo? In questi settori, se diventi pigro e non ti reinventi, se non ti presenti ogni giorno con un senso di urgenza nell’innovare, verrai schiacciato dalla concorrenza. Hollywood si è adagiata. Pensava di essere protetta. Poi è arrivato un venditore di Dvd a chiedere di prendere in licenza i contenuti. È nata Netflix e li ha schiacciati, perché la tecnologia era cambiata". Infine un commento su come agire in futuro, per far crescere Serie A e Milan: "Ho detto più volte che dobbiamo migliorare il prodotto, renderlo più accattivante e interessante anche per i distributori e il pubblico internazionale. In Italia le persone hanno un po’ paura del cambiamento e c’è un po’ di resistenza all’innovazione. Il calcio italiano deve innovare. Deve cambiare con un senso di urgenza e io voglio essere uno dei catalizzatori di questo cambiamento. Vedo molte somiglianze fra Hollywood e il calcio italiano: entrambi hanno un enorme potenziale e devono tornare a innovare con urgenza"

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