Il Milan si stringe nella sua unica certezza: retroguardia mai così blindata dal 2006

17.09.2019 14:30 di Matteo Calcagni Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Il Milan si stringe nella sua unica certezza: retroguardia mai così blindata dal 2006

Guardare il bicchiere mezzo pieno, o provare a riempirlo. Così Giampaolo si era espresso alla vigilia di Hellas-Milan, una gara vinta dai rossoneri che ha però lasciato tanti dubbi: il gioco che non convince, la difficoltà a creare occasioni e tiri in porta, la poca incisività di certi calciatori che dovrebbero fare la differenza... Eppure, tra tutti questi interrogativi, qualcosa per sorridere c'è. I sei punti in classifica, che derivano dall'unico reparto che fin qui ha funzionato quasi alla perfezione.

PRECEDENTE LONTANO - Il Milan ha vinto due partite per 1-0, perdendo di misura contro l'Udinese alla prima giornata. Un solo gol subito quindi in tre giornate, un evento che in casa rossonera non si verificava da tredici anni, ovvero nella stagione 2006/07. All'epoca l'undici di Ancelotti, penalizzato da Calciopoli, vinse le prime tre partite contro Lazio, Parma e Ascoli, incassando una rete contro i biancocelesti a San Siro. Giusto non esaltarsi o gridare al miracolo, ma dopo anni in cui il Diavolo subiva gol ad ogni soffio, la difesa rossonera parte finalmente equilibrata e in grado di reggere l'urto avversario. Non a caso il Milan è la squadra di Serie A ad aver preso meno reti nell'anno solare. E il quartetto di retroguardia non è cambiato con l'avvicendamento in panchina.

LA PROVA DEL NOVE - Il vero test arriverà sabato sera, quando il Milan affronterà una compagine fortissima ed in forma smagliante come l'Inter. Se i rossoneri vorranno sperare di uscire indenni (o addirittura vittoriosi) dalla stracittadina dovranno sicuramente aggrapparsi alla solidità difensiva, sperando di annullare Lukaku e compagni. Non sarà semplice ma neanche impossibile. La squalifica di Calabria tuttavia obbligherà Giampaolo a cambiare, andando un po' ad alterare le attuali certezze: non è detto tuttavia che questo sia un male, soprattutto se Andrea Conti riuscisse ad incidere come accadeva prima degli infortuni.