Il ritorno di Berlusconi a Milanello: retroscena, umori e desideri della visita presidenziale

Il ritorno di Berlusconi a Milanello: retroscena, umori e desideri della visita presidenzialeMilanNews.it
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
venerdì 16 novembre 2012, 20:00Primo Piano
di Pietro Mazzara

Quando alle 12.10 il rumore delle pale dell’elicottero bianco con a bordo Silvio Berlusconi sovrasta le urla di Allegri che chiede intensità alla sua squadra durante la rifinitura, a Milanello cambia qualcosa. Una scena da Apocalypse Now con il presidente che scende in giacca e camicia scura e si dirige subito verso il campo centrale. Dopo aver salutato i primi giocatori che gli capitavano a tiro, ha voluto intorno a se tutta la squadra e lo staff tecnico. Un discorso di 10-12 minuti al termine del quale è poi ripreso l’allenamento. Niente Cavalcata delle Valchirie come accadde all’Arena nell’estate del 1986 ma una grande voglia di riprendersi il Milan. E di tornare protagonista con al comando del club rossonero. Un pranzo con l’allenatore per discutere di quelle che sono le esigenze della squadra, soprattutto in ottica mercato. Nella sua lunga permanenza a Milanello, nelle chiacchierate e nei colloqui avuti dal numero 1 rossonero sono emerse opinioni, pareri, discussioni e un po’ d’amarcord. Scendendo nel particolare, Berlusconi ha tenuto fede alla sua voglia di discutere di tattica e si è espresso sul modulo di gioco. Che vorrebbe che fosse il 4-3-1-2, ovvero lo schieramento tattico con il quale Allegri ha giocato per le sue prime due stagioni da allenatore rossonero. Dentro questo scacchiere, due delle tre maglie che il Cavaliere vorrebbe vedere sono quelle di Boateng, nel ruolo di mezz’ala destra, e di Montolivo che a sua detta, gli ricorda Pirlo e che vorrebbe vedere in cabina di regia con un terzo giocatore da far ruotare alla sua sinistra. Esperimento, quello dell’ex viola in quella posizione, già provato da Allegri ad inizio stagione e naufragato per evidenti difficoltà del Monto ad adattarsi in ruolo che ha ricoperto solo in gioventù.

Parlavamo di mercato e anche su questo si è espresso, sia fuori che dentro Milanello, il numero uno rossonero. Quello che è certo è che il Milan a gennaio interverrà sulla rosa attuale, operando sia in entrata che in uscita. In quest’ottica, Berlusconi vuole capire che cosa vuole fare Robinho. Il brasiliano sta faticando a rendere al meglio e le sirene del Santos sono sempre vive. Impossibile non toccare il tema Guardiola. Berlusconi ha confermato la sua ammirazione per il gioco espresso dal catalano con il Barcellona e sa bene che in questo momento l’ex mediano di catalani e del Brescia si sta godendo l’anno sabbatico a New York con la famiglia. Ma non per questo non lo tiene monitorato. Secca la smentita sulla possibilità di cedere quote azionarie del club mentre non ha chiuso la porta a dei partner (specificatamente commerciali) che possano aiutare il Milan a tornare in alto. L’ambiente Milan è stato sicuramente scosso, si spera in maniera positiva, da questa visita. Domani a Napoli si vedranno i primi effetti ma una cosa sembra chiara: Berlusconi vuole riprendersi il tempo perso. Sperando non sia troppo tardi.