Il sergente Allegri convince, la truppa del Diavolo è con lui
Massimiliano Allegri è stato eloquente fin dalla prima conferenza stampa, dettando da subito regole chiare a tutti i livelli: sia al presidente (“E’ ovvio che la squadra, le idee, saranno mie. Sono io l'allenatore”), sia ai big (“Anche i fenomeni devono essere supportati da una buona condizione fisica. Per vincere qualcosa di importante contano le qualità ma anche il fisico”), ma anche a tutte le persone che ruotano intorno al pianeta Milan (“Fondamentale è il modo di porsi. Non solo coi giocatori ma con tutto lo staff, dai medici ai cuochi ai magazzinieri. Se la squadra fa risultato, questo è di tutti, dal presidente in giù. Ci vogliono disciplina, rispetto e educazione”).
Un rigore che lo ha immediatamente imposto come indiscusso sergente della truppa rossonera: Allegri si è infatti distinto per la sua decisione e il suo polso nella gestione delle prime giornate a Milanello. I giocatori si sono subito accorti del cambiamento: gli allenamenti basati su una grande intensità hanno messo a dura prova i rossoneri. Ma la squadra, nonostante la fatica, è subito entrata in sintonia con il tecnico. Tutti i calciatori hanno capito che possono ritagliarsi il loro spazio con il lavoro e si sono messi a piena disposizione del nuovo progetto. Anche i più titubanti sul futuro a Milano come Gattuso e Dinho hanno deciso di rimanere e mettersi in gioco. Sebbene il Diavolo non abbia finora entusiasmato la platea in fase di calciomercato, ha trovato la nuova guida per l'auspicata redenzione, dopo alcune stagioni in sordina: una nuova era che si spera possa portare altri trionfi alla pur già prestigiosa bacheca della società di via Turati.
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