L'orologio corre, ma dalla Spagna può nascere un'idea

L'orologio corre, ma dalla Spagna può nascere un'ideaMilanNews.it
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
giovedì 25 ottobre 2012, 10:00Primo Piano
di Matteo Calcagni

Per sessantaquattro minuti il tifoso rossonero ci ha sperato. Ha sperato nella possibilità di rinascita del suo Milan, nonostante quest'ultimo si sia preoccupato più di coprirsi che di colpire l'avversario. Quel rigore fallito da Joaquin, evento raro in momenti bui come quello attuale, sembrava la svolta, il "giro di boa". Nulla di tutto questo. Lo stesso centrocampista spagnolo, a metà secondo tempo, ha raccolto uno splendido assist di Iturra, battendo Amelia nell'unico disponibile spiraglio di porta. Quell'1-0 ha pesato come un macigno, su una squadra che avrebbe comunque accolto positivamente un semplice pareggio. Nel 3-4-3 scelto da Allegri, è stato proprio questo messaggio ad essere sbagliato: l'impronta esageratamente difensiva del modulo, con gli esterni di centrocampo che diventavano terzini e i due attaccanti larghi che divenivano ali. Retrocedendo progressivamente, la squadra si è trovata schiacciata dal Malaga, sempre pronto a recuperare palla e a trattarla come una dama alla sera del ballo.

Lo schieramento adottato dal Milan, che nelle sue varianti più offensive dovrebbe estendersi costantemente sulle fasce, si è ritratto a guscio a difesa della porta, riducendo al minimo le scorribande offensive. La difesa a tre è probabilmente l'aspetto che più ha funzionato in terra Andalusa, decisamente più idonea alle caratteristiche dei centrali rossoneri, finora ruotati costantemente. Quello che ha convinto meno, oltre alla spinta degli esterni (l'unico che ci ha provato, e bene, è stato De Sciglio), è stata la scarsissima densita in mezzo al campo. I soli Montolivo e Ambrosini, peraltro positivi, non riescono a svolgere da soli tutte le obbligate fase della mediana: recupero, gestione e consegna del pallone. La cosa si è fatta sentire soprattutto nella ripresa, quando il Malaga vagava indisturbato in vere e proprie praterie, senza che nessun rossonero riuscisse a togliergli la sfera dai piedi. Proprio per questo motivo, senza abbandonare del tutto l'esperimento messo in mostra ieri, si potrebbe tentare una piccola modifica: dal 3-4-3 passare al 3-5-2, aumentando il numero dei centrocampisti senza rinunciare al gioco sulle corsie laterali. Questo modulo darebbe la possibilità di recuperare i vari Boateng e Nocerino che, seppur annebbiati e lontani dai periodi migliori, non possono essere tenuti fuori a lungo in un periodo complicato come questo. Massimiliano Allegri, che ha ormai quasi terminato i bonus, dovrà preparare al meglio la gara di sabato col Genoa, cercando di trarre il meglio da quanto osservato a "La Rosaleda", modellandolo in una nuova versione, più incisiva e soprattutto vincente.