La critica rossonera non va mai in vacanza

La critica rossonera non va mai in vacanzaMilanNews.it
© foto di Alberto Mariani
domenica 5 settembre 2010, 21:00Primo Piano
di Maurizio Ferrari

Subito dopo l'arrivo di Ibrahimovic e Robinho, i tifosi del Milan si sono fregati le mani, in attesa di poter vedere in campo i nuovi beniamini rossoneri. Nonostante una campagna acquisti con due botti eccellenti, sicuramente la migliore del campionato, non si spengono però le critiche più o meno pesanti sull'operato della società di via Turati, con tanto di ipotesi al limite della fantasia: Pato opzionato dal Barcellona nell'ambito dell'affare Ibrahimovic, il Codacons che definisce scandaloso l'ingaggio dello svedese (citando fondi neri, plusvalenze e bilanci in rosso), politici italiani che giudicano la campagna acquisti come un segnale delle prossime elezioni, la cessione della società a Gazprom e chi più ne ha, più ne metta... Una vera mattanza mediatica: i tifosi hanno passato settimane intere a protestare invocando l'arrivo di nuovi rinforzi e adesso, invece di sentire celebrata la propria squadra del cuore, la vedono affossata e annebbiata da dubbi e incertezze, seppur provenienti da una sparuta minoranza. A memoria non si ricorda una tale ondata di protesta all'indomani dell'annuncio dell'ingaggio del più pagato della serie A, Samuel Eto'o da parte dell'Inter (che di milioni ne prende ben 10,5...), senza contare che i nerazzurri spesero ben 11 milioni l'anno per l'allenatore del triplete Josè Mourinho. Ma la colpa non è dei cugini meneghini, bensì di coloro che non vogliono esaminare la realtà. Il Milan non ha speso nulla fino all'ultima settimana di mercato: Amelia, Papasthatopoulos, Yepes e Boateng, sono giunti in rossonero reinvestendo le cifre ottenute dalle cessioni (su tutte quella di Storari alla Juventus). Cavalcando il malumore di Ibrahimovic con il tecnico Guardiola, il Milan ha strappato all'ultimo minuto un prestito con diritto di riscatto al Barcellona, che è in pesante crisi finanziaria, avendo chiesto appena qualche settimana fa un maxi prestito di ben 150 milioni di euro, cifra confermata dal presidente del club.

Da notare anche come lo stesso sito del Barca abbia sottolineato, nel comunicato ufficiale relativo all'annuncio della cessione al Milan, il risparmio sull'ingaggio dell'attaccante, quasi ad indicare come la fuga di Zlatan sia stato un sollievo per le casse del club. In questa stagione il Milan pagherà solo lo stipendio, andando a versare i 24 milioni pattuiti solo a partire dalla prossima annata. Poi è arrivato Robinho, pagato 18 milioni più bonus. Ma allo stesso tempo sono partiti Borriello (10 milioni in tre tranche per il suo riscatto), Huntelaar (15 milioni subito) e Kaladze, con quest'ultimo che ha abbassato il tetto ingaggi. Il saldo attuale, esclusi quindi gli eventuali riscatti, è (come riportato dalla Gazzetta dello Sport in edicola lo scorso 1 Settembre) di meno 14,2 milioni. Senza contare che, la prossima stagione, alcuni contratti pesanti saranno in scadenza e andranno ad alleviare ulteriormente il bilancio, che già era stato ampiamente ripianato dalla cessione di Kakà. Non appaiono cifre così trascendentali da gridare allo scandalo, almeno nel mondo del calcio: ma la critica, almeno quella contro i rossoneri, non va mai in vacanza...