La metamorfosi del Noce: 180 minuti per cambiare volto a una stagione
Ritrovato. Antonio Nocerino, con il ritorno al 4-3-3 e a un tipo di calcio più propositivo in attacco sembra aver trovato nuovamente quel feeling con il gol che tutti gli accusavano di aver perso perché orfano di Zlatan Ibrahimovic. Ci è voluto più tempo del previsto ma lui, nonostante le panchine e un rendimento altalenante a inizio stagione come quello della squadra, non si è buttato giù. Come tutti ha lavorato duro per riprendersi quel posto in squadra che si era conquistato l’anno scorso e che gli stava scappando dalle mani. Non è un caso che quando tutto il Milan è salito di condizione, anche le prestazioni del Noce sono salite d’intensità. Diretta conseguenza di tutto ciò, i gol. Due consecutivi contro Torino e Pescara che hanno interrotto il suo personalissimo digiuno e che sono risultati decisivi per le sorti delle ultime due sfide di campionato.
Lui si è anche tolto un peso e qualche sassolino dalle scarpe, ma con garbo e modestia come ha sempre fatto. Lui, che alla festa della Curva, fa esplodere il Clan 1899 che lo invoca come pochi altri. Lui si schernisce, si tiene defilato ma non nega una foto e un autografo a nessuno. Nel mezzo della festa, mentre tutti i suoi compagni si rilassano nel privé rialzato del locale ascoltando i cori dei ragazzi della curva, lui si defila in un angolino e ascolta anche lui quello che succede di sotto. Estasiato e felice arrivando a dire che un entusiasmo così, per la sua persona, non lo aveva mai ricevuto da nessuno. Scherza con tutti anche sul fatto di essere arrivato per pochi soldi al Milan. Ma lui ha dimostrato che, a 27 anni, si può essere ancora dentro un sogno.

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