Le fughe, i tormenti e i calvari: due anni di assoluta sfortuna per il Milan, eppure l'obiettivo è ancora lì
Che le ultime due annate rossonere non siano state esenti da errori (societari, dirigenziali e tecnici) è fuori di dubbio. Che la sfortuna sia una variabile perenne è assolutamente innegabile. Il Milan di Yonghong Li, col mercato affidato a Fassone e Mirabelli, puntò su Bonucci come "top player" e uomo simbolo, andando ad effettuare investimenti importanti anche per altri giocatori, alcuni azzeccati, altri molto meno. Terzo acquisto più costoso della gestione cinese è stato Andrea Conti, ritenuto oggettivamente il miglior laterale destro italiano. Un colpo che ha messo tutti d'accordo ma che, a causa della sfortuna inaudita che ha colpito il ragazzo, è rimasto quasi sempre in canna. La fuga del centrale azzurro ha portato alla più grande trattativa del Milan di Elliott, con Leonardo attore protagonista: Bonucci alla Juventus, Higuain e Caldara (più soldi) in rossonero. L'argentino è scappato come il suo ex collega bianconero, Caldara (colpo più costoso dell'attuale gestione insieme a Paquetà), ha appena concluso un'annata davvero funesta, a ricalcare un percorso simile a quello di Conti.
GLI INTERROGATIVI - Attaccarsi agli alibi è semplicistico, ma nessuno ha provato ad ipotizzare dove sarebbe stato il Milan con un Bonucci (prima) ed un Higuain (poi) al massimo o quasi, senza "evasioni" di sorta? E allo stesso modo come sarebbe la difesa rossonera con la versione di Conti e Caldara vista all'Atalanta? Sarebbe un Milan sgomitante, alla caccia della Champions, o una squadra già consolidata in Europa, sia nella scorsa che in questa stagione?
DAI CALVARI AGLI OBIETTIVI - Nonostante quanto citato in precedenza, il Diavolo si trova comunque in grado di conquistare la partecipazione alla prossima competizione europea. Nonostante la fuga degli ex bianconeri, nonostante il dramma vissuto dalla coppia Conti-Caldara, nonostante gli infortuni di Biglia, Bonaventura e i tanti acquisti sbagliati, il Milan è lì: se vincesse le prossime quattro partite, contro squadre più o meno sazie, avrebbe grosse chances di giocare la prossima Champions. Per farlo servirebbe coesione e un po' di fortuna, aspetto che è sicuramente mancato fin qui. Ricercarla, senza pensare troppo al futuro, potrebbe essere la chiave giusta per riappropriarsi della buona sorte.
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