Leo: tra il futuro del suo Paese e l'amore rossonero

Leo: tra il futuro del suo Paese e l'amore rossoneroMilanNews.it
© foto di Giacomo Morini
venerdì 16 aprile 2010, 21:30Primo Piano
di Federico Gambaro

“Rio de Janeiro è una città meravigliosa eletta poco fa la città più bella del mondo e dopo questa notizia il livello si è alzato ulteriormente. Pensare al Mondiale 2014 e alle Olimpiadi del 2016 in Brasile è una cosa molto positiva anche per l’economia del paese è una grande cosa. Vedere l’emozione di Lula e Pelè, ho seguito la cosa in diretta, è stata davvero una grande emozione come quando fa gol il Milan, una cosa meravigliosa, io non sono felice, di più”. Leonardo disse queste parole in una conferenza stampa del 3 ottobre 2009 alla vigilia della gara con l’Atalanta. Il momento rossonero era particolarmente delicato dopo la batosta nel derby, la sconfitta di Udine, il pareggio sudato in casa con il Bari e una squadra che viveva un momento psicologico e tecnico particolarmente difficile. Il mister era già messo in discussione, anche se le sue colpe (come è stato sino ad oggi) erano veramente minime, ma all’epoca il lavoro di Leonardo doveva ancora portare i suoi frutti.

Durante quella conferenza stampa, il mister mascherava la tensione con la sua grande eloquenza e proteggeva la squadra che ancora non riusciva a realizzare la sua idea di calcio, ma che stava imparando a seguirlo riconoscendone le grandi capacità umane e di coinvolgimento nel progetto. Durante la conferenza stampa, il momento dove Leo parlò apertamente con il cuore, fu proprio quando rispose alla domanda su Rio de Janeiro, eletta città dei giochi olimpici 2016. Alla luce dei retroscena che si susseguono in queste giorni, in queste ore, sul futuro del tecnico brasiliano, è quasi naturale tornare a quelle parole emozionate, orgogliose, di un uomo capace di capire l’importanza storica, sociale e culturale che potrebbero portare i due eventi sportivi più coinvolgenti, perlopiù ravvicinati, nel suo natio Brasile. Che le istituzioni del Paese sudamericano non facessero un pensiero a Leonardo, abile comunicatore, poliglotta, dal portamento elegante, appassionato di filosofia, dall’indubbie capacità manageriali, era difficile non supporlo. L’emozione per Rio è stata grande come ad un gol del Milan, disse Leo. Vedremo quale sarà la parte che prevarrà.