Leo va, Leo resta, dov'è la verità?

Leo va, Leo resta, dov'è la verità?MilanNews.it
© foto di Federico De Luca
venerdì 30 aprile 2010, 09:30Primo Piano
di Stefano Maraviglia

Berlusconi "ufficializza" quello che Galliani aveva lasciato intendere nei giorni scorsi: "Leonardo andrà via", poi Galliani smentisce ciò che era stato reso noto dal Presidente rossonero e quindi: "Leonardo resta", un turbinìo di parole che hanno contribuito a mantenere alto il polverone seguito al tuono del patron rossonero. Una situazione paradossale che somiglia ad ampi tratti a quella vissuta da Ancelotti lo scorso anno. Difficile da capire l'uscita presidenziale (qualora ci sia davvero stata), che potrebbe offrire diverse interpretazioni: la ripicca per sentirsi scaricati (qualora il mister rossonero avesse rifiutato il secondo anno di contratto), il voler servire un assist al dimissionario Leonardo onde evitargli lo "sforzo" di un discorso di congedo o più semplicemente il voler palesare uno stato di malessere, dovuto all'occasione persa per la corsa tricolore? Per bocca del suo massimo dirigente il Milan starebbe trattando con un nuovo allenatore, i nomi sono ormai risaputi, ma sia l'uno che l'altro vanno a cozzare tra di loro. "Il Milan ai milanisti", questo il diktat che Galliani ha lanciato in occasione dell'assemblea degli azionisti, quindi i nomi di Allegri e Lippi (troppo costoso), cadrebbero a prescindere, lasciando in bilico solo le ipotesi delle "glorie" rossonere. Gullit, Van Basten e il duo Galli-Tassotti.

Molti danno per fatta la promozione "interna" dei due ex pilastri difensivi del Milan di Sacchi, ma il precedente e qualche indiscrezione remano in senso contrario. L'esperienza vissuta con Leo potrebbe non aver soddisfatto a pieno e ripercorrerla sembrerebbe azzardato, poi c'è quell'amore berlusconiano mai scemato, nei confronti di Marco Van Basten. Galli pare essere il nome più in voga in questo momento, forse anche il più vicino all'incarico, ma l'olandese è un pallino presidenziale e meno di un anno fa, fù vicino alla panchina rossonera. La fuga dal ristorante, i silenzi e lo stato di quiete, potrebbero essere solo apparenti.