Marino: "Zapata al momento giusto. Imbattibile nell'1 contro 1, ideale a centro-destra"

Marino: "Zapata al momento giusto. Imbattibile nell'1 contro 1, ideale a centro-destra"MilanNews.it
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
mercoledì 8 agosto 2012, 23:00Primo Piano
di Gaetano Mocciaro

In esclusiva per Tuttomercatoweb Pasquale Marino commenta l'acquisto del Milan di Cristian Zapata, che lo stesso tecnico ha allenato a Udine.

Pasquale Marino, Cristian Zapata è un nuovo giocatore del Milan. Lei lo ha allenato ai tempi dell'Udinese. Crede che il ragazzo sia pronto per il grande salto?

"Zapata è arrivato al momento giusto. In Spagna ha giocato fuori ruolo e non ha reso al meglio, ma lo stesso Villarreal è andato male e non è facile fare bene in certe situazioni. Ripeto, il giocatore ha qualità importanti e poi Allegri lo conosce bene, avendo fatto l'assistente di Galeone a Udine".

Forse Zapata prometteva ai tempi molto più di quanto ha fatto vedere recentemente

"Il suo problema è che ha avuto qualche infortunio di troppo. Ora ha recuperato ed è quello dei primi anni. Il giocatore ha qualità fisiche importanti e sull'uno contro uno è davvero forte. Tra i difetti si concedeva ai miei tempi qualche distrazione, ma sono cose che ha migliorato maturando".

A livello caratteriale che tipo è Cristian Zapata?

"Un professionista serio, non ha mai creato problemi all'ambiente".

Pensa abbia la personalità giusta per sostituire due mostri sacri come Thiago Silva e Nesta?

"Sarebbe una cosa difficile per chiunque. Però se lo hanno scelto evidentemente lo ritengono adatto al progetto".

Con Lei ha giocato anche terzino. Possiamo definirlo un difensore polivalente?

"A dire il vero il terzino lo faceva malvolentieri. Poi è chiaro che se vai al Milan ti adatti e fai se è il caso anche il portiere. Ma Cristian è un difensore centrale, che preferisce giocare sul centro-destra essendo destro di piede, nella difesa a 4 ma anche in quella a 3".

Lei invece che progetti ha? Ovviamente ad agosto tutte le panchine sono salde

"Stiamo qui e aspettiamo l'occasione giusta".

Anche eventualmente all'estero?

"Preferirei l'Italia, anche se non mi tirerei indietro per un bel progetto fuori. Chiaro che dovrei fare i conti con la lingua, che renderebbe difficoltosa la comunicazione".

Nella sua carriera, però, ha avuto a che fare con squadre piene di stranieri

"È vero, ad esempio a Udine ne ho visti di ogni nazionalità. Ma la Società, ben organizzata com'era, li mandava a studiare italiano e dopo pochi mesi capivano e si facevano capire. Per un allenatore il discorso è diverso".